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Dissesto idrogeologico: le città d'arte più a rischio

Alluvioni e frane possono provocare danni inestimabili al patrimonio artistico e culturale. A Firenze, il più elevato numero di beni a rischio

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Dissesto idrogeologico: le città d'arte più a rischio

Città allagate, terreni sempre più fragili: il dissesto idrogeologico rappresenta una delle principali criticità ambientali e territoriali dell’Italia e sono molte le aree esposte al rischio di frane e alluvioni.

La situazione, dovuta alle condizioni climatiche e alla conformazione geomorfologica del suolo, si è aggravata anche a causa della scarsa attenzione rivolta al monitoraggio del suolo.

I dati divulgati dall’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente, insieme alla Stuttura #italiasicura di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, nel rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia”, hanno evidenziato come le aree a rischio elevato di frana coprano quasi l’8% del territorio, mentre quelle a rischio alluvione il 4%.

Stando al Rapporto Ispra, oltre sette milioni di persone vivono in zone pericolose ed è tristemente noto come un evento alluvionale possa provocare danni inestimabili al patrimonio artistico e culturale.

Il 18,1% del patrimonio artistico italiano è, infatti, a rischio: sono 34.651 i monumenti, i beni architettonici ed i siti archeologici potenzialmente esposti, di  cui oltre diecimila si trovano in aree a pericolosità elevata.

Tra le città con il numero più alto di beni a rischio c’è Firenze, che dopo 50 anni dalla terribile alluvione del 4 novembre 1966 non è tutt’oggi fuori pericolo. Nel capoluogo toscano sono 1.258 i beni a rischio idraulico, tra cui la Basilica di Santa Croce e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, due dei monumenti colpiti durante l’alluvione di cinquant’anni fa.

Ma a rischio alluvione ci sono migliaia di beni culturali. Stando ai dati divulgati dall’Ispra, tra i comuni con il più elevato numero di beni culturali a rischio figurano città d’arte come Venezia, Ferrara, Firenze, Ravenna e Pisa.

A Roma, altra città ad elevato rischio di inondazioni, sebbene la maggior parte dei beni culturali si trovi in una zona a bassa probabilità, considerando uno scenario a pericolosità bassa, i beni culturali a rischio sono 2.190 e l’area inondata includerebbe anche il centro storico, con Piazza Navona, il Pantheon e Piazza del Popolo.

Il rischio idrogeologico interessa l’88,3% dei comuni italiani e rappresenta uno dei principali problemi del nostro Paese, per l’impatto economico e gli effetti sulla popolazione

La regione più a rischio, sia per le frane che per le alluvioni, è l’Emilia Romagna.

Oltre all’Emilia-Romagna, le regioni con i valori più alti di popolazione a elevato rischio frana sono Campania, Toscana e Liguria.

Toscana, Liguria ed Emilia Romagna sono i territori che presentano anche un elevato rischio di alluvioni, insieme al Veneto e alla Lombardia.

“Intervenire per la prevenzione di frane e alluvioni è l’unico percorso capace di ridurre il rischio”, ha dichiarato Mauro Grassi, responsabile della Stuttura #italiasicura di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico.