Il dettaglio nel David di Michelangelo sfuggito per 500 anni

Un particolare dettaglio del David realizzato dallo scultore Michelangelo Buonarroti è sfuggito a 500 anni di osservazioni

Il dettaglio nel David di Michelangelo sfuggito per 500 anni

Un dettaglio del David di Michelangelo, sfuggito a 500 anni di osservazioni e analisi, conferma il genio del grande scultore, pittore, architetto e poeta protagonista del Rinascimento Italiano.

L’occhio clinico di Michelangelo Buonarroti, nato a Caprese il 6 marzo 1475 e deceduto a Roma il 18 febbraio 1564, ha anticipato la scienza: il capolavoro esposto a Firenze mostra infatti, sopra la clavicola, ben visibile e chiaramente “distesa”, la vena giugulare.

Il dettaglio che ha lasciato a bocca aperta non si limita al semplice fatto di aver mostrato la vena giugulare di David (in molte sculture e nella fisiologia quotidiana delle persone la vena giugulare attraverso il collo non è visibile). Michelangelo, infatti, ha realizzato la vena giugulare in maniera similare a come si presenterebbe quella di un giovane in buona salute che si trova in uno stato di eccitazione perché intento ad affrontare un avversario molto difficile da sconfiggere (come in questo caso Golia).

Michelangelo Buonarroti, quindi, ha scolpito qualcosa che sarebbe stato descritto nel dettaglio solo 100 anni dopo: la meccanica del sistema circolatorio. A rivelare come l’artista sia stato uno dei primi a osservare il funzionamento della venga giugulare è stato un articolo di Daniel Gelfman, del Marian University College of Osteopathic Medicine di Indianapolis, pubblicato su Jama Cardiology.

Il medico americano ha osservato il David di Michelangelo nei mesi scorsi, durante una visita in Italia, ed è stato il primo a notare questo dettaglio sfuggito per 500 anni.

Secondo l’esperto, la distensione della vena giugulare può verificarsi in presenza di alcune problematiche specifiche, quali elevate pressioni intracardiache e possibili disfunzioni cardiache. Il David scolpito da Michelangelo Buonarroti, però, è giovane d’età e in ottime condizioni fisiche.

Pertanto, secondo Daniel Gelfman, lo scultore deve aver notato una distensione venosa giugulare temporanea in soggetti sani in stati di eccitamento, cioè l’altro contesto in cui è possibile che si verifichi la distensione di questa vena.

È opportuno ricordare che, all’epoca della creazione dell’opera (databile tra il 1501 e l’inizio del 1504), l’anatomista e medico William Harvey non aveva ancora descritto la meccanica del sistema circolatorio (lo fece solo nel 1628).

Il David di Michelangelo, considerato un capolavoro della scultura mondiale, è conservato nella Galleria dell’Accademia a Firenze.