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Chi sono gli italiani in fuga all'estero (e quanti rientrano)

Dal rapporto della Fondazione Migrantes emerge che gli italiani in fuga all'estero sono aumentati dal 2006 a oggi: chi sono quanti tornano in patria

Passaporto italiano

Continua la “fuga” di italiani all’estero: dal 2006 a oggi la loro presenza al di fuori dei confini nazionali è aumentata del 91% stando a quanto emerge dalla XVIII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes.

I dati rivelano che al Primo gennaio del 2022 i connazionali iscritti all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, sono 5.933.418 ed equivalgono al 10,1% di tutti i cittadini italiani residenti in Italia, vale a dire 58,8 milioni.

Fuga di italiani all’estero: i numeri

Dal rapporto della Fondazione Migrantes emerge anche che le cittadine italiane, dal 2006 al 2023, sono praticamente raddoppiate: la differenza è del 99,3% in più rispetto a 16 anni fa. I minori sono aumentati del 78,3% e gli over 65 addirittura del 109,8%

In generale i nati all’estero sono cresciuti del 175% dal 2006, le acquisizioni di cittadinanza del 144%, le partenze per espatrio del 44,9% e i trasferimenti da altra Aire del 70%. La situazione è semplice: in un momento storico in cui l’Italia sta continuando a perdere residenti e deve fare i conti con il record negativo di nascite, la comunità di connazionali all’estero cresce in maniera sostenuta.

La XVIII edizione del “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes consente anche di conoscere da dove partono gli italiani che scelgono di lasciare il Paese per trasferirsi all’estero: il 46,5% è di origine meridionale, il 37,8% parte dal Settentrione e il 15,8% dalle regioni del Centro Italia. Il 15,% degli italiani che vanno all’estero provengono dalle isole e il 19,1% dal Nord Ovest.

Si legge sul rapporto: “Rispetto alle caratteristiche tradizionali – origine meridionale, protagonismo dell’oltreoceano, emigrazione familiare – la mobilità degli italiani più recente, caratterizzata da partenze dalle regioni del Centro-Nord dopo, nella maggior parte dei casi, un periodo più o meno lungo di mobilità interna Sud-Nord, sta riscrivendo la storia dell’Italia legata ai flussi migratori dei suoi residenti”.

Come sono le comunità italiane all’estero

Le comunità di italiani all’estero crescono a dismisura: il 23,2% dei connazionali che vivono al di fuori dei confini nazionali rientrano in una fasci d’età compresa tra i 35 e i 49 anni, mentre il 21,7%, più di 1,2 milioni, hanno tra i 18 e i 34 anni. La principale regione d’origine è la Sicilia con oltre 815.000 persone iscritte all’Aire: seguono la Lombardia con 611.000 iscritti, poi la Campania, il Veneto e il Lazio, la regione dove si pagano più tasse in Italia.

La maggior parte degli italiani che lasciano il Paese per trasferirsi all’estero scelgono l’Europa: il 54,7% del totale. Segue a ruota il continente americano con 2,3 milioni di italiani, il 40,1%. E ancora: il 16,4% delle iscrizioni per espatrio riguardano il Regno Unito, il 13,8% la Germania, il 10,4% la Francia e il 9,1% la Svizzera, Paese confinante dove tra l’altro è alto il numero dei lavoratori frontalieri.

Secondo i dati del “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes, la comunità tricolore più numerosa al mondo si trova in Argentina, dove gli italiani scritti all’Aire sono 921.000, il 15,5% del totale. In Germania ci sono 822.000 iscritti, pari al 13,9%; in Svizzera, invece, sono 639.000, il 10,8%. Dietro troviamo le comunità italiane in Brasile, in Francia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America.

Insieme alle partenze, ci sono comunque anche tanti rientri in Patria: nel corso del decennio 2012-2021, il numero dei rimpatri dall’estero dei cittadini italiani è più che raddoppiato, passando dai 29.000 del 2012 ai circa 75.000 del 2021, per un incremento del 154%.