La Calabria è la casa dei cavallucci marini grazie al mare pulito

Una colonia di cavallucci marini ha trovato casa nelle acque davanti a Marina di Gioiosa, lungo la costa jonica reggina in Calabria

La Calabria è la casa dei cavallucci marini grazie al mare pulito

A Marina di Gioiosa, lungo la costa jonica reggina in Calabria, c’è una colonia di cavallucci marini che hanno trovato in quelle acque il loro habitat più congeniale. La presenza degli ippocampi, diventati un’attrazione per gli amanti della natura, è la prova che il mare in quella zona è pulito e salubre.

Le condizioni favorevoli alla permanenza a Marina di Gioiosa dei cavallucci marini sono molteplici. Innanzitutto, il fondale, fatto di ghiaia e sabbia a media granulometria, facilità grazie alle sue cavità naturali il ricambio delle acque e impedisce la pesca a strascico.

Inoltre, il mare lungo la costa jonica reggina abbonda di krill, plancton e piccoli gamberetti, che rappresentano il cibo preferito dei cavallucci marini. Questi animali sono soliti nuotare in verticale sui fondali, tra i 5 e i 40 metri di profondità (in base alla diversa stagione), grazie alla loro piccola pinna dorsale.

Generalmente, i cavallucci marini sono lunghi da 2-3 centimetri fino a 7-8, ma nelle acque dello Stretto di Messina possono raggiungere fino ai 10 centimetri a causa del cosiddetto “gigantismo dello Stretto“. Nel tratto di mare tra Scilla e Cariddi, infatti, le specie ittiche tendono a superare le loro dimensioni normali per la sovrabbondanza di sostanze nutritive garantita dal continuo mescolamento delle acque.

Gli ippocampi sono animali monogami e rappresentano, inoltre, l’unica specie in cui è il maschio a partorire i piccoli. Rari ai limiti dell’introvabile, i cavallucci marini rischiano l’estinzione per l’inquinamento che sta distruggendo l’habitat naturale di questa specie animale, per la pesca a strascico (come già detto impossibile a Marina di Gioiosa), per il commercio degli acquari e per il mercato alimentare.

Roberta Eliodoro, archeologa amante della biologia marina e istruttrice di immersioni, ha spiegato a ‘La Repubblica’ l’importanza dei cavallucci marini come rilevatori biologici e come sentinelle della biodiversità: “In Italia sono attestate due specie di cavallucci marini, l’Hippocampus guttulatus, con escrescenze sul dorso, e l’Hippocampus Hippocampus, col muso più corto. Quest’ultimo è elencato nelle specie più vulnerabili, quindi il fatto che resistano è un ottimo segnale. La convenzione di Washington li indica come specie da controllare rispetto alla vendita agli acquari”.