Il castello di Camino e il fantasma di Scarampo Scarampi

Il castello di Camino, realizzato attorno all'anno Mille nel Monferrato, ospita la leggenda del decapitato Scarampo Scarampi

Il castello di Camino e la leggenda di Scarampo Scarampi

Sulle colline del Monferrato, nella zona dell’astigiano in Piemonte, il castello di Camino cela la leggenda del “decapitato” Scarampo Scarampi.

Le origini del maniero monferrino risalgono attorno all’anno Mille, quando fu edificato per ragioni difensive. La torre d’avvistamento, alta 44 metri, offre una vista panoramica panorama sul Monferrato e sulla valle del Po, fino alla cerchia delle Alpi.

Fino al tredicesimo secolo, il castello di Camino fu di proprietà dei vescovi di Asti, poi passò sotto il controllo dei marchesi di Monferrato. Nel 1323 Teodoro Paleologo, gravemente indebitato e bisognoso di denaro, concesse la proprietà del Castello di Camino ai fratelli Tommaso e Francesco Scarampi, banchieri e mercanti di Asti.

Il maniero monferrino è rimasto di proprietà della famiglia Scarampi di Villanova fino al 1950. Nel corso degli anni sono stati tanti gli ospiti illustri che hanno fatto tappa in questo castello, tra cui Don Bosco, il Re Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini che, nel 1928, diede ordine di realizzare l’Acquedotto del Monferrato. Oggi il castello di Camino è visitabile a pagamento previa autorizzazione dei proprietari della struttura.

Come accade per tanti edifici antichi presenti sul territorio italiano, sul castello di Camino ci sono tante leggende. Una delle più ricorrenti narra che nell’anno 1494, il conte Scarampo Scarampi, feudatario del Marchese del Monferrato, fu accusato di fare delle incursioni nei paesi vicini provocando problemi come furti e incendi. Dopo un lungo assedio al castello, durato due mesi, venne catturato dalle milizie di Costantino Aranite, prefetto di Casale.

La sua sposa, la marchesa Camilla, è riuscita a fuggire da un passaggio segreto e a raggiungere Casale per chiedere un salvacondotto per la vita del marito. Scarampo Scarampi, però, ormai era già stato decapitato da chi lo aveva imprigionato. Quando è venuta a conoscenza della triste sorte del marito, per la disperazione, la marchesa Camilla si gettò dalla torre. Ora, gira sugli spalti del castello piangendo, mentre il marito gira per il maniero con la sua testa in mano.

Leggenda a parte, nel cortiletto interno del castello di Camino c’è il sarcofago del nobile Scarampo, raffigurato a riposo mentre tiene la testa con la mano sinistra.