Casoli è l'ultimo nuovo entrato tra i borghi più belli d'Italia

L'ultimo arrivato nel club dei Borghi più belli d'Italia è Casoli, comune che sorge ai piedi del massiccio della Majella in provincia di Chieti, Abruzzo

Casoli

Casoli, comune di circa 5 mila abitanti della provincia di Chieti, in Abruzzo, è entrato a far parte del club dei Borghi più belli d’Italia: un prestigioso riconoscimento arrivato al termine di un iter di certificazione che premia il patrimonio artistico, storico e culturale, oltre a parametri riferiti alla tutela dell’ambiente, all’accoglienza turistica e delle tradizioni locali.

Con la nomina di Casoli salgono a quota 24 i comuni abruzzesi che fanno parte del club dei Borghi più belli d’Italia. In precedenza avevano erano già stati certificati: Abbateggio, Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Campli, Caramanico Terme, Castel del Monte, Castelli, Città Sant’Angelo, Civitella del Tronto, Guardiagrele, Navelli, Opi, Pacentro, Penne, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Pietracamela, Pretoro, Rocca San Giovanni, Santo Stefano di Sessanio, Scanno, Villalago e Tagliacozzo, il borgo che fu capitale della Marsica.

Alla scoperta di Casoli, tra i “Borghi più belli d’Italia”

Il centro storico di Casoli, raccolto attorno al castello ducale e alla chiesa parrocchiale, è arroccato su un colle che sorge alla destra del fiume Aventino e ai piedi del massiccio della Majella. Le sue origini sono di epoca altomedievale: il villaggio primitivo venne battezzato con il nome di “Casulae”, che andava a indicare un agglomerato di piccole case.

Sono diversi i luoghi di interesse e le architetture, molte delle quali religiose, che caratterizzano Casoli, ultimo arrivato nel club dei Borghi più belli d’Italia dopo le nomine di Tropea, Bassano in Teverina, Monteleone d’Orvieto e Monte Sant’Angelo. Una delle attrazioni principali del borgo abruzzese è il Castello ducale, chiamato anche Castello Masciantonio che sorge attorno a una torre di avvistamento a pianta pentagonale risalente al IX secolo.

Il castello, completato nel 1455 dalla famiglia degli Orsini, passò successivamente ai principi di Aquino che ne mantennero la proprietà fino ai primi ani del XIV secolo: dopo essere passato nelle mani della famiglia Masciantonio, venne poi definitivamente ceduto al Comune nel 1981. All’interno del Castello ducale esiste ancora oggi la stanza che Gabriele D’Annunzio usava durante i suoi soggiorni a Casoli: il poeta la riempì di epigrammi e massime filosofiche conservate fino ai giorni d’oggi.

Tra i monumenti di Casoli, dove viene prodotto un olio extravergine d’oliva indicato dal Gambero Rosso nell’elenco dei migliori del 2019, spiccano anche la Cinta Muraria, il Palazzo Travaglini-DeVincentiis e la Torretta di Prata dalla quale si può godere di una meravigliosa vista sul lago di Casoli, un bacino artificiale formato nel 1958 dallo sbarramento del fiume Aventino per l’alimentazione della centrale elettrica di Selva d’Altino.