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Caso scontrini in Italia: parla Alessandro Borghese. L'affondo

Alessandro Borghese, chef noto al grande pubblico anche per le sue tante apparizioni in tv, ha detto la sua sulle polemiche legate al caso scontrini

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L’estate 2023, tra le altre cose, sarà ricordata in Italia come quella in cui, giorno dopo giorno, si sono rincorse le notizie su scontrini troppo alti o che riportavano come voce di pagamento servizi che, generalmente, sono invece offerti gratuitamente.

Sul tema è intervenuto anche Alessandro Borghese, chef conosciuto al grande pubblico anche per i suoi tanti impegni televisivi (su tutti “Quattro Ristoranti”).

Cosa ha detto Alessandro Borghese sul “caso scontrini” in Italia

Nel corso di un’intervista concessa a ‘La Gazzetta dello Sport’, Alessandro Borghese, tra i vari temi affrontati, ha espresso la sua opinione anche sulle polemiche legate ad alcuni scontrini emessi da locali italiani nell’estate 2023, di cui si è occupata anche la ‘Cnn’.

Il titolare di ‘AB – Il lusso della semplicità’, con sedi a Milano e Venezia, ha dichiarato: “Bisogna avere un’etica per fidelizzare i clienti e non pensare di speculare nei 3 mesi estivi. Fa male alla ristorazione e al turismo. Da imprenditore, però, capisco anche che non va bene occupare un tavolo da 5 quando mangia una persona sola. Ci vuole buon senso”.

Lo chef, riferendosi alla sua esperienza alla guida della trasmissione televisiva ‘Quattro Ristoranti’, ha poi aggiunto: “Quando controllo i conti dei miei concorrenti, per l’emozione a volte si dimenticano i dolci, l’acqua o il coperto. A quel punto lo scontrino è battuto, non puoi più farci nulla”.

Nell’intervista, Alessandro Borghese ha anche spiegato perché è difficile trovare un pizzaiolo bravo: “Il personale va formato e va tenuto. C’è poca attitudine ad acquisire esperienza: se vuoi diventare chef all’inizio devi pulire le cassette del pesce, quelle delle zucchine, tanti piccoli traguardi prima di raggiungere il risultato finale. Dopo un anno puoi capire e poi lanciarti. Invece, oggi, prevale il mordi e fuggi, manca l’obiettivo finale della motivazione”.

Caso scontrini: la nota di FIPE-Confcommercio

Sulle polemiche legate agli scontrini in Italia è intervenuta anche la FIPE, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Confcommercio, con una nota che riporta le dichiarazioni sul tema del presidente Lino Enrico Stoppani.

“Bar e ristoranti – ha affermato Stoppani – si chiamano ‘pubblici esercizi’ e questo implica anche una missione imprenditoriale: quella del servizio come vocazione che è, e deve essere, un asse centrale dei valori della ristorazione. Anche se ritengo che le polemiche non intacchino la passione e la frequentazione degli italiani di bar e ristoranti, è indubbio che chi lede il principio di trasparenza danneggia l’immagine e il lavoro dell’intera categoria”.

Il presidente di FIPE-Confcommercio ha poi tenuto a precisare su questo argomento: “Ciò non significa che il servizio non vada valorizzato e remunerato. Lo stesso protrarsi delle polemiche sul tema è purtroppo indicatore di quanto sia scarsamente radicata la consapevolezza e la cultura del servizio nel nostro Paese. Dietro ogni richiesta ci sono persone che lavorano, stipendi da pagare, una macchina organizzativa complessa e costosa”.

Lino Enrico Stoppani ha aggiunto ancora: “Il problema non sono i prezzi, ma la cura del rapporto con il cliente, che deve decidere in piena libertà se il servizio e il prodotto valgono il prezzo onestamente proposto”.