Campodimele, il borgo della longevità finisce sulla Cnn

La Cnn ha dedicato un approfondimento al paese di Campodimele, il borgo della longevità dove però, oggi, gli anziani sembrano essere spariti

Campodimele

Campodimele, piccolo comune in provincia di Latina, è finito sulla ‘Cnn’. L’emittente statunitense ha infatti dedicato un approfondimento al borgo laziale, per rimarcare il fatto che negli anni Novanta divenne famoso per la longevità dei suoi residenti, tanto che diversi scienziati, ma anche semplici turisti incuriositi, hanno tentato poi di studiare questo particolare fenomeno.

Dopo anni di studio, si è concluso che gli anziani di Campodimele hanno beneficiato di una fortunata combinazione tra l’aria fresca e ricca di ossigeno che soffiava dal mare fino in montagna, la natura incontaminata, la dieta ricca di legumi e lo stile di vita semplice. Il risultato? Bassi livelli di colesterolo, trigliceridi e pressione sanguigna.

Al giorno d’oggi, però, ha spiegato la ‘Cnn’, “Campodimele è ancora conosciuta per i suoi abitanti anziani, ma questi, misteriosamente, sembrano essere spariti“.

Il caso Campodimele: dove sono finiti gli anziani?

Benito Spirito, cittadino di Campodimele di 81 anni, ha dichiarato: “In passato andavo ogni mattina a piedi fino alla piazza del paese per trascorrere del tempo con i miei amici, i parenti e le persone che conoscevo, chiacchierando al bar o sedendomi sulle panchine ad ammirare la valle. Era brulicante di vita, c’erano così tante persone e turisti. Ora non ci vado quasi più, è quasi vuoto. È triste”.

La ‘Cnn’ ha una sua teoria: “Il villaggio sembra essere diventato vittima del proprio successo. L’afflusso di denaro ha portato a un’impressionante ristrutturazione del suo centro storico, ma questo sembra aver allontanato gli anziani residenti”.

Oggi la popolazione di Campodimele è scesa a 450 residenti, la metà rispetto a 30 anni fa. La maggior parte dei cittadini anziani se ne sono andati: morti o trasferiti in altre città. Nel 2000 gli ultraottantenni rappresentavano l’80% della popolazione totale di Campodimele. Oggi, secondo i dati locali, sono solo 67 e solo una cinquantina di questi vive in paese tutto l’anno. I centenari rimasti sono solo 2 e vivono con i loro figli fuori dal paese.

Il borgo storico di Campodimele è stato sottoposto a un completo restyling: le case sono state rinnovate e dipinte in tonalità pastello di rosa e giallo, i tetti un tempo fatiscenti sono stati riparati, le vecchie strade irregolari sono state levigate. L’assessore alla cultura locale Tommaso Grossi ha spiegato che sono stati investiti soldi pubblici per rendere il borgo più attraente e accessibile agli anziani: “Quando arrivano nuovi arrivati, vogliamo che questo sia il nostro biglietto da visita come ‘città della longevità’”.

Poi ha aggiunto: “Vivere nel vecchio centro 365 all’anno è dura. Non sono ammesse automobili e i residenti devono portare tutto, dal cibo alla legna per l’inverno, cosa piuttosto stancante per gli anziani. Le antiche dimore sono molto piccole, mentre le nuove, più grandi, permettono ai nonni di trasferirsi con le loro famiglie che si prendono cura di loro. Non sono soli e stanno più comodi”.

Al giorno d’oggi la maggior parte dei locali si è trasferita a vivere nella frazione Taverna, a tre chilometri da Campodimele, che ha abitazioni più grandi e un accesso più agevole rispetto al borgo antico. Diversi anziani, poi, si sono trasferiti nei paesi vicini.

Secondo Grossi, però, Campodimele ha ancora tutti gli ingredienti necessari per permettere ai suoi cittadini di vivere fino a tarda età: “I medici stanno analizzando un gruppo di giovani e sembra che anche loro abbiano lo stesso gene, vantando bassi livelli di grassi nel sangue e pressione. Molti anziani si mantengono ancora in forma passeggiando per il borgo, andando al bar per un espresso e accudendo gli animali”.

Campodimele: la storia e cosa vedere

Campodimele si trova in provincia di Latina, sulla cima di un ripido colle di origine carsica, lì dove le estreme propaggini dei monti Ausoni si saldano con la catena degli Aurunci.

L’origine dell’abitato è attribuita ai superstiti dell’antica città latina di Apiola, ricordata da Plinio il Vecchio e Tito Livio, conquistata e distrutta nel VI secolo a.C. dal re di Roma Tarquinio Prisco. Il nome “Apiola”, derivato etimologicamente da “api”, sarebbe stato poi trasformato in “Campus Mellis”, ossia “Campo di Miele“, dal momento che la zona si distingueva per l’abbondante produzione di miele.

Tra i principali luoghi d’interesse di Campodimele spiccano il monastero di Sant’Onofrio, patrono e protettore di Campodimele assieme ai compatroni San Rocco e San Michele Arcangelo. Proprio a San Michele Arcangelo è dedicata la chiesa parrocchiale che si erge nel punto più alto del paese, in piazza Capocastello. Qui sono custoditi i resti di un tabernacolo marmoreo della scuola di Tommaso Malvito e un dipinto di Gabriele da Feltre. Da Campodimele, inoltre, si può partire alla scoperta del Parco Naturale dei Monti Aurunci.