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Ca' Dario, il palazzo "maledetto" di Venezia che nessuno vuole

Una maledizione pare colpire da secoli i proprietari di palazzo Ca' Dario a Venezia tanto che nessuno ora lo vorrebbe più acquistare per paura

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Ca' Dario Venezia

A Venezia, nel sestiere di Dorsoduro affacciato sul famoso Canal Grande, si trova Ca’ Dario un elegante palazzo in tipico stile veneziano che pare colpito da una maledizione. Dalla sua costruzione in poi, sembra che tutti i suoi proprietari siano morti o siano falliti e per questo ora nessuno vorrebbe comprarlo.

La storia di Ca’ Dario, il palazzo “maledetto”

Conosciuto come Palazzo Dario, o in veneziano Ca’ Dario, questo splendido edificio è stato voluto da Giovanni Dario che ha commissionato nel 1479 la sua costruzione all’architetto Pietro Lombardo. Il palazzo doveva essere parte della dote di nozze della figlia Marietta che si è sposata con un ricco mercante di spezie noto come Vincenzo Barbaro. Secondo alcuni, poi, la famiglia ha dovuto affrontare una grave situazione finanziaria, tanto che Vincenzo Barbaro pare sia stato ucciso accoltellato, mentre la moglie Marietta si sia suicidata per la disperazione. Secondo lo scrittore Pieralvise Zorzi, uno dei massimi conoscitori della storia veneziana, però, questa storia non sarebbe vera.

I due sarebbero deceduti per cause naturali. Alla morte di Marietta e Vincenzo, poi, si narra la proprietà sia passata ai discendenti fino a quando è stata venduta nell’Ottocento ad Arbit Abdoll, un commerciante armeno di pietre preziose. Pare che Abdoll sia poi caduto in rovina e abbia così venduto il palazzo all’inglese Rawdown Brown. Anche per quanto riguarda questa vicenda lo storico Zorzi ha diversi dubbi. Non ci sarebbero, infatti, prove della difficoltà economiche di Abdoll.

Successivamente Ca’ Dario cambia diverse volte proprietà e i suoi acquirenti avrebbero sempre affrontato numerose difficoltà. Nel 1970 il conte Filippo Giordano delle Lanze, nuovo padrone di casa, sarebbe stato proprio qui assassinato brutalmente; in seguito, Ca’ Dario è stata acquistata da Christopher “Kit” Lambert, manager dei The Who. Si narra che durante questi anni Christopher Lambert abbia peggiorato drasticamente la sua dipendenza dalle droghe e questo abbia causato non solo la rottura con la band ma anche un suo fallimento economico.

Gli ultimi anni sono caratterizzati da vicende alquanto strane. Lambert, infatti, prima di morire aveva venduto l’edificio a Fabrizio Ferrari, un uomo d’affari veneziano che ha vissuto a Venezia con la sorella Nicoletta, misteriosamente deceduta in un incidente stradale. Anche Ferrari, però, sembra toccato dalla maledizione. In seguito ad un tracollo economico viene arrestato con diverse accuse. Il successivo proprietario, il finanziere Raul Gardini, si è suicidato dopo essere stato coinvolto nelle vicende di Tangentopoli. Per questo la maledizione della casa sembra aver colpito ancora.

Ca’ Dario secondo lo scrittore Pieralvise Zorzi

Pieralvise Zorzi, così come suo padre Alvise, è un esperto conoscitore di Venezia e della storia della Serenissima. Ha scritto diversi saggi, articoli e libri sulla storia della città lagunare. È considerato un grande conoscitore di questo territorio. Per questo motivo Zorzi si è espresso più volte in maniera ferma riguardo la reputazione di Ca’ Dario che sarebbe per molti un palazzo maledetto. L’edificio, infatti, si estende all’interno su circa 1000 metri quadrati suddivisi in quattro piani più un giardino esterno.

All’interno le pareti sono rivestite in gran parte di tessuti pregiati mentre i soffitti sono in legno a cassettoni. L’affaccio sul Canal Grande completa lo splendore del palazzo. Secondo Zorzi non esisterebbe nessuna maledizione, dato che moltissimi dei fatti raccontati attorno ai proprietari, soprattutto nei tempi antichi, non sarebbero veri. Le spiegazioni dello scrittore si possono leggere su ‘Repubblica’: “Sono tutte bufale costruite ad hoc dopo la morte di Gardini da chi a posteriori ha enfatizzato dei fatti di cronaca per dare un’aura misteriosa al palazzo“.

Secondo Zorzi molte delle storie raccontate attorno a Ca’ Dario sarebbero state inventate, ma così questa storica residenza sembra rimetterci dato che nessuno più ora vuole viverci. Si leggono le sue parole sempre su ‘Repubblica’: “Venezia stregata ha sempre fatto colpo e a rimetterci in questo caso è stato uno degli edifici più affascinanti che abbiamo con una storia che non ha nulla a che fare con le maledizioni”.