Scoperto un buco "misterioso" nella nebbia della Pianura Padana

Un'immagine scattata da un satellite della Nasa mostra un buco nella fitta nebbia che sovrasta la Pianura Padana

Scoperto un buco "misterioso" nella nebbia della Pianura Padana

Lo scorso 8 gennaio, un’immagine scattata da un satellite della Nasa ha acceso i riflettori su un buco “misterioso” nella fitta nebbia che sovrasta la Pianura Padana in questi giorni. Lo stesso buco è stato ripreso anche nei giorni precedenti e risulta presente anche su vecchie immagini risalenti agli scorsi anni.

In questi giorni, la nebbia in Val Padana si forma in particolar modo durante la notte, quando dal terreno si disperde calore verso l’alto. Il suolo, in questo modo, si raffredda e viene a formarsi uno strato di aria fredda a circa 100-200 metri di quota. In assenza di vento, questo strato di aria fredda ristagna e, essendo più pesante di quello sovrastante, resta a livello del terreno.

La nebbia si origina dalla condensazione dell’umidità. Il picco di intensità si registra di primo mattino, poi la nebbia tende a scomparire durante le ore più calde della giornata.

La prima area dove scompare la nebbia, però, non è in una grande città come Milano, bensì nella sua periferia. Per quale motivo? E cosa significa, quindi, quel buco “misterioso” individuato dai satelliti nella nebbia della Pianura Padana?

Il Centro Metereologico Lombardo ha localizzato il buco nella periferia orientale di Milano, nell’area immediatamente interna alla Tangenziale Est, con punto mediano posizionato in prossimità dello svincolo di Viale Forlanini-Linate.

Secondo lo stesso Centro Metereologico Lombardo, ciò è collegato alla presenza, nella stessa area, della centrale A2A di Milano “Canavese” (un impianto di cogenerazione per il teleriscaldamento, con 90 MW di potenza totale installata e 75 MW termici). La sua posizione, infatti, coinciderebbe con il punto da cui ha sempre origine la prima frattura nella coltre nebbiosa milanese.

Il post su Facebook del Centro Metereologico Lombardo si conclude, in maniera ironica, così: “Ad ogni modo, a prescindere da quante e quali siano le fonti antropiche specifiche che telecomandano l’ombelico del tepore sopra le nostre zucche, in condizioni invernali d’alta pressione Milano trasmette a un’eventuale intelligenza aliena un segnale chiaro ed inequivocabile della propria ingombrante esistenza”.

Una situazione simile a quella registrata alla periferia di Milano, seppur con intensità inferiore, sarebbe presente anche sopra la città di Novara, in Piemonte.