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Barbieri cambia la tradizione: le sue tagliatelle alla bolognese

Il noto chef Bruno Barbieri reinterpreta la tradizione nel suo nuovo libro, proponendo una particolare versione delle tagliatelle alla bolognese

La tradizione in cucina può essere reinterpretata anche quando si tratta di piatti iconici? A quanto pare sì (ma “senza estremizzare”), stando al pensiero di Bruno Barbieri. Proprio il celebre chef, noto al grande pubblico anche per le sue tante partecipazioni televisive (da Masterchef Italia a 4 Hotel), ha recentemente scritto un nuovo libro intitolato “Si fa così!“, all’interno del quale, tra i tanti piatti, propone anche la sua versione delle tagliatelle alla bolognese, un piatto ormai leggendario apprezzato in tutto il mondo.

Le tagliatelle alla bolognese di Bruno Barbieri

A pagina 137 del libro “Si fa così” di Bruno Barbieri viene proposta una particolare versione delle tagliatelle alla bolognese, che prevede l’utilizzo della fonduta. Sulle pagine del ‘Corriere della Sera’, all’intervistatore che gli ha domandato se ritenesse opportuno reinterpretare la tradizione, lo chef ha risposto: “Senza estremizzare, ma sì. La fonduta, in questo caso, si può mettere come no. Questo libro, però, è stato pensato proprio per dare spunti e stimolare l’estro di chi legge e interpreta”.

A proposito della cucina bolognese, Bruno Barbieri ha poi detto: “Ci sono tanti giovani con belle mani ma credo che la cucina bolognese abbia bisogno di tempo. La città si sta risvegliando da un lungo letargo. Quando abbiamo aperto Fourghetti era anche per dare una risvegliata alla città. In effetti ora, in certe trattorie della città, vedo giovani con idee e voglia di fare. L’importante è restare con i piedi ben piantati per terra e lavorare per esserci tra 20 anni, non per ridursi a essere un exploit. Il nostro mestiere è fatto di tante belle cose, ma che nascono da sacrifici e fatica. Dietro c’è un lavoro, come nell’hotellerie. E va raccontato”.

Il noto chef ha anche commentato la recente crescita di turisti registrata nella città di Bologna. In merito a ciò, Barbieri ha dichiarato: “Il food tira sempre. Come non regalarsi un giro per via Pescherie vecchie? Io la vorrei più grande. A me pare che si rimpicciolisca sempre, non è così?”.

L’appello di Bruno Barbieri per salvare la torre Garisenda

Proprio nella città di Bologna ci si interroga sul destino della torre Garisenda, uno dei simboli del capoluogo emiliano, considerata a rischio crollo. Nel corso dell’intervista, Bruno Barbieri ha lanciato un appello: “Le Due Torri sono il simbolo di Bologna, la Garisenda va curata. Io sarei per smontarla e rimontarla. So che è difficile ma non possiamo pensare a Bologna senza la Garisenda, è come l’Argentina senza Maradona. Le nostre torri sono un punto di riferimento. Serve l’aiuto di tutti. Blocchiamo anche il centro, ma sistemiamola”.

Questo è il pensiero del noto chef Bruno Barbieri sulla situazione attuale di Bologna e sul suo possibile sviluppo futuro: “Le grandi città le riconosci quando cominciano a nascere i grattacieli. Come hanno fatto la Parigi del 2000 si potrebbe fare la Bologna del 3000. A me piacerebbe. Bologna ha bisogno di crescere se vuole diventare più europea e meno paesone. C’è molto ancora da fare in questo senso. I bolognesi, però, sono tosti e secondo me possono riuscirci”.