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L'"autostrada delle stragi": perché si verificano tanti incidenti

Perché sull'"autostrada delle stragi", cioè l'A4, in particolare nel tratto tra San Donà di Piave e Portogruaro, ci sono tanti incidenti

Autostrada

In Italia c’è un’autostrada conosciuta come l’”autostrada delle stragi“: è l’A4, in particolar modo il suo “tratto maledetto” lungo 25 chilometri, compreso tra San Donà di Piave e Portogruaro, in cui la carreggiata si restringe da 3 a 2 corsie. Il ‘Corriere della Sera’ ha provato a far chiarezza sul motivo per cui, in questo tratto di strada, si verificano tanti incidenti con conseguenze drammatiche.

I numeri

Il cosiddetto “tratto maledetto” dell’A4 che va da San Donà di Piave a Portogruaro ricade sotto la competenza di Autovie Venete, che gestisce 240 chilometri di strade. Stando ai dati forniti da Autovie, tra il 1° gennaio e il 30 settembre del 2021 ci sono stati 14 decessi, mentre nello stesso periodo di quest’anno le vittime sono state 9.

In aumento è, invece, il dato dei feriti, così come quello degli incidenti stradali: nei primi 9 mesi del 2021 si erano contati 453 incidenti con 99 feriti, mentre quest’anno sono stati 487, con 144 persone rimaste ferite (+34%). I sinistri, in particolare, aumentano nelle giornate di martedì e mercoledì in direzione Venezia (quando è maggiore la presenza di camion partiti dall’Est Europa) e il venerdì in direzione Trieste (quando i mezzi pesanti lasciano il Nord Italia per dirigersi verso la frontiera).

Il tasso di sinistrosità (l’indice degli incidenti letali) è sceso da 21,9 all’attuale 20,8. Il traffico nelle tratte di Autovie è passato dai 45 milioni di veicoli transitati tra gennaio e settembre 2021, ai 52 milioni di quest’anno. Di questi ultimi, 38 milioni sono auto o moto, mentre 14 milioni (quasi uno su tre) sono mezzi pesanti.

Le cause

Ma cosa provoca gli incidenti mortali? La dinamica prevalente, si legge sul ‘Corriere della Sera’, è lo schiacciamento dei veicoli, anche se le cause solo raramente sono direttamente collegabili alle improvvise code provocate da cantieri o, nel caso del “tratto maledetto”, dal già citato restringimento della carreggiata. Le dinamiche degli incidenti mortali sono spesso diverse tra loro e le cause spaziano dal colpo di sonno all’alcol, passando per il malore e l’errore umano.

Autovie ha fatto inoltre notare che, all’interno dei 9 chilometri di cantiere attuale tra Portogruaro e Alvisopoli, non si sono verificati incidenti mortali, anche perché la velocità di marcia è ridotta. I rischi si corrono qualche chilometro prima, nei pressi dell’imbuto di San Donà, quando gli automobilisti arriva a velocità sostenuta. “Ma i cartelli ci sono, il limite di velocità si abbassa e il pericolo di code è sempre segnalato“, ha spiegato ancora la società.

Nella maggior parte dei casi, quindi, dietro agli incidenti stradali c’è un errore umano o un comportamento avventato degli automobilisti. Eliminare l’imbuto che provoca gli incolonnamenti e che, sottolinea il ‘Corriere della Sera’, certamente aumenta le probabilità che gli errori degli automobilisti abbiano conseguenze drammatiche sarebbe però molto utile. In Friuli, per esempio, i lavori per la realizzazione della terza corsia tra Ponte sul Tagliamento e il nodo di Palmanova si sono conclusi alla metà del 2021 e, da quel momento, il numero di incidenti si è ridotto di oltre il 60%. Allargare una carreggiata non basta, però, se tutti, automobilisti inclusi, non si assumono la responsabilità delle loro azioni.