Alicudi, la scuola elementare più piccola d'Europa è senza maestri

La scuola più piccola del continente è frequentata da solo tre alunni, spesso mancano le maestre e le mamme sono sul piede di guerra

AlicudiLa scuola elementare di Alicudi è la più piccola di tutta Europa. Ed ha un problema: in classe ci sono appena tre alunni e a volte nemmeno una maestra. L’ultima supplente, dopo poche ore di lezione, è ripartita con il primo traghetto, per problemi di salute. I bambini non sono stati lasciati soli, una maestra in pensione che vive nella piccola isola delle Eolie si è offerta volontaria, garantendo così continuità al percorso didattico degli alunni. Ma l’emergenza rimane e lo stato di precarietà preoccupa i genitori.

Maestre che vanno via, altre che vorrebbero tornare. Ce ne sono almeno otto costrette a insegnare lontano da casa. Graduatorie e punteggi dislocano gli insegnanti in tutta Italia, spesso senza pensare alle esigenze del proprio territorio. Lontano da casa, da quell’isola dove servirebbe aiuto costante. Isola che invece è raggiunta con grandi difficoltà da insegnanti di paesi lontani, mentre i professori residenti sono stati mandati a insegnare a chilometri di distanza. Un paradosso.

Quando c’è maltempo, soprattutto in autunno e in inverno, i rari collegamenti con i porti siciliani si complicano, spesso saltano, rendendo quanto mai precario e difficoltoso lo svolgimento delle lezioni. Fare scuola in quest’isola, che d’inverno riduce ai massimi i collegamenti con la Sicilia, non è facile, una vera e propria missione e non tutti gli insegnanti sono disposti ad affrontare un’avventura dai contorni dell’eremitaggio.

Ad Alicudi non ci sono strade, è presente qualche alimentare, un bar e un ufficio postale che apre solo 2 volte a settimana. I quotidiani non arrivano tutti i giorni. Un lembo di terra in mezzo al Mediterraneo abitato appena da un centinaio di persone dove però bambini e ragazzi hanno necessità di imparare, e di farlo bene. E invece, a causa della mancanza di insegnanti, si è costretti a fare una pluriclasse alle scuole medie. Ragazzi di 11 e 14 anni condividono l’aula. Gli insegnanti sono sempre troppo pochi e i programmi si mescolano: così i Babilonesi incontrano Giuseppe Garibaldi, le gesta d’eroi del primo anno i Promessi Sposi di Manzoni e gli insiemi matematici le formule delle geometria solida. Prima, seconda e terza classe delle scuole medie tutte assieme, non c’è alternativa.  Un caos a cui genitori e sindaci hanno chiesto di porre rimedio scrivendo al premier Gentiloni e al ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, in attesa di risposte, i piccoli alunni imparano a proprie spese che vivere in un paradiso così distante dalla terraferma ha anche i suoi lati negativi.

Pubblica un commento