Abitare a Roma: tutto quello che c'è da sapere

Come richiedere una casa popolare, ottenere agevolazioni e risparmiare sugli affitti

abitare a romaTrovare casa a Roma si rivela sempre piuttosto complicato e oneroso. E i costi proibitivi danneggiano soprattutto chi appartiene alle fasce socialmente più vulnerabili della popolazione, i redditi più bassi e le centinaia di studenti fuori sede che ogni anno si trasferiscono nella capitale. Eppure ci sono differenti misure e agevolazioni a disposizione.

Innanzitutto, i residenti a Roma, anche extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, possono richiedere un alloggio popolare. Uscito il bando, gli interessati devono consegnare agli uffici comunali preposti la domanda di assegnazione, comprensiva di Isee (per ottenere il quale, basta rivolgersi a uno dei CAF cittadini) e attendere la posizione in graduatoria.

Chi invece desideri affittare casa con un canone di locazione più basso dei prezzi di mercato può ricorrere al canone concordato. Previsto dalla legge 431/98, è stato implementato a Roma con la sottoscrizione di un accordo che ha previsto la ripartizione del territorio in 165 microzone omogenee per fascia di oscillazione tra un valore MIN e MAX del canone.

Agli studenti fuori sede è riservata una particolare attenzione in materia di canone concordato: la legge, infatti, prevede che singoli o gruppi di studenti fuori sede possano sottoscrivere un accordo per contratti calmierati e rinnovabili di durata compresa dai 6 mesi ai 3 anni: tutte le informazioni sono disponibili presso Adisu.

Chi invece fatica a far quadrare i conti per pagare l’affitto può contare su due strumenti. Uno è il buono affitto, un contributo economico che il Comune di Roma concede a chi abbia un contratto d’affitto regolarmente registrato e non sia beneficiario di altri contributi per la casa; un altro è un fondo di sostegno per i morosi incolpevoli che, erogando un contributo massimo di 8.000 euro annui, congela gli sfratti esecutivi.