La transumanza è patrimonio culturale Unesco: record per l'Italia
La transumanza è stata iscritta all'unanimità nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco

La transumanza, cioè la tradizionale pratica pastorale di migrazione stagionale del bestiame verso condizioni climatiche migliori, è stata iscritta all’unanimità nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Il dossier della candidatura della transumanza a patrimonio culturale Unesco era stato presentato dall’Italia, assieme all’Austria e alla Grecia. Con quest’approvazione, l’Italia ha conquistato il primato di iscrizioni in ambito rurale e agroalimentare, superando il Belgio e la Turchia.
Il riconoscimento riguarda tutta l’Italia, dal Nord al Sud Italia: sono diverse, infatti, le comunità indicate nel dossier. Tra queste spicca il comune di Amatrice (provincia di Rieti), da cui è partita la candidatura subito dopo il devastante terremoto.
Poi ci sono Frosolone (Isernia), Pescocostanzo e Anversa degli Abruzzi in provincia dell’Aquila, Lacedonia in provincia di Avellino in Campania, San Marco in Lamis e Volturara Appula (il paese del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte) in provincia di Foggia, assieme a territori della Lombardia, la Val Senales in Trentino Alto-Adige e la Basilicata.
Al giorno d’oggi, la transumanza è praticata soprattutto in Molise, Abruzzo, Puglia, Lazio, Campania e, al Nord, tra Italia e Austria nell’Alto Adige, in Lombardia, Valle d’Aosta, Sardegna e Veneto.
Nel dossier di candidatura all’Unesco presentato da Italia, Grecia e Austria, è stato evidenziato il fatto che i pastori transumanti hanno una conoscenza approfondita dell’ambiente, dell’equilibrio ecologico esistente tra uomo e natura e dei cambiamenti climatici. Quello della transumanza, del resto, è uno dei metodi di allevamento più sostenibili ed efficienti.
Sulla sua pagina Facebook ufficiale, il ministro Teresa Bellanova ha commentato così la notizia: “La transumanza diventa patrimonio culturale immateriale UNESCO! Questa tradizione rurale antichissima e diffusa lungo tutta la nostra penisola rappresenta la migrazione stagionale di greggi e mandrie, guidate dagli allevatori lungo le vie dei tratturi per raggiungere i pascoli migliori. Una tradizione fortemente identitaria, che nel tempo ha contribuito a creare profondi legami sociali e culturali fra gli allevatori e le comunità locali”.
Il messaggio del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e del Turismo si è chiuso così: “Questa tradizione è tutt’oggi praticata nel Centro e nel Sud Italia, così come in alcune aree delle nostre Alpi. Sono fiera di questo riconoscimento. Il ruolo di primo piano del nostro Paese nel patrimonio rurale, agroalimentare e artigianale nel mondo ci riempie di orgoglio”.
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