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Terremoto, il Mar Tirreno e l'Adriatico stanno "tirando" l'Italia

Terremoto, il Centro Italia alle prese con il meccanismo estenzionale: "Come se il Mar Tirreno tirasse da una parte e l'Adriatico dall'altra"

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Nel pomeriggio del 9 marzo 2023 una scossa di terremoto di magnitudo 4,4, con epicentro a Umbertide, in provincia di Perugia, è stata avvertita in un’area molto ampia tra l’Umbria, le Marche, la Toscana e il Lazio.

Quella zona del Centro Italia è storicamente sismica e nel corso degli anni ha dovuto fronteggiare diversi eventi sismici. La scossa con epicentro a Umbertide ha coinvolto anche l’Aretino, il Fiorentino, il Senese, il Ternano, diversi centri delle marche e la costa del Mar Adriatico.

Terremoto in Italia: il “meccanismo estenzionale” tra Adriatico e Tirreno

Luisa Valoroso, sismologa dell’Osservatorio Nazionale Terremoti, ha analizzato l’evento sismico del Perugino in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, facendo il punto della situazione nel nostro Paese.

La sismologa ha spiegato che la zona del terremoto di Umbertide ha una sismicità storica e recente molto importante, ma si tratta di un comportamento abbastanza normale per un’area soggetta al meccanismo definito estenzionale, tipico dell’Appennino.

Per spiegare il termine “meccanismo estenzionale“, Luisa Valoroso si è espressa così al Corriere della Sera: “Si tratta di un sisma associato a faglie normali, caratteristico del nostro Appennino. In parole povere è come se il Mar Tirreno tirasse da una parte e il Mar Adriatico dall’altra”.

“La magnitudo 4.4 dire che è nella norma per quell’aria sismica che è molto studiata ma dove non ci sono mai stati terremoti di intensità uguale o superiore a 6. Se dobbiamo aspettarci altri sciami o terremoti più forti? La storia di no – ha dichiarato Luisa Valoroso – ma non è una certezza perché è impossibile fare previsioni in questo campo”.

Le zone più colpite dai terremoti in Italia

La scossa di Umbertide arriva a poche settimane di distanza dal bilancio dei terremoti del 2022 pubblicato dall’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: i dati rivelano che nel corso dell’ano passato, in totale, in Italia sono stati registrati ben 16.302 eventi sismici, con una media di 44 terremoti al giorno e quasi uno ogni 30 minuti.

L’Umbria e le Marche sono tra le regioni più colpite dai terremoti in Italia: entrambe occupano la prima posizione nella classifica delle zone dove si è registrato il maggior numero di eventi sismici nel 2022 con valori inferiori a 2.0 di magnitudo e condizionati dalla maggiore densità della rete sismica.

A distanza di anni è ancora forte il ricordo del terribile terremoto di Umbria e Marche del 1997: un sisma che di magnitudo 6.0 e un’intensità massima del IX grado Mercalli. In quell’occasione il terremoto provocò tante vittime e diversi danni ad abitazioni ed edifici, su tutte la Basilica di San Francesco ad Assisi, tra le città candidate a Capitale della Cultura 2025.

I dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia rivelano che il terremoto più forte sulla terraferma del 2022 è stato registrato in Calabria alle ore 00.44 del 13 ottobre sulla costa Ionica in provincia di Catanzaro, con magnitudo 4.3. Le sequenze sismiche sul territorio nazionale sono state generalmente di breve durata e con valori di magnitudo non elevati, eccezion fatta per la sequenza del Mar Adriatico che la mattina del 9 novembre ha prodotto due terremoti di magnitudo 5.5 e 5.2, avvenuti a circa un minuto di distanza l’uno dall’altro.