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I terremoti in Italia da Firenze alla Sicilia sono collegati?

Le scosse di terremoto avvertite a Firenze e in Sicilia potrebbero essere collegate? La spiegazione dell'esperto su cosa sta succedendo in Italia

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Stromboli

Dalla Sicilia alla Toscana, negli ultimi giorni i sismologi hanno registrato una serie di terremoti con scosse di magnitudo anche abbastanza importante – superiore a 3 – che hanno suscitato un po’ di allarme, complice il fatto che fossero distanti geograficamente, ma ravvicinate nel tempo.

In Sicilia in particolare, oltre alle scosse, gli occhi sono stati puntati anche sul vulcano Stromboli, che venerdì ha fatto registrare un’attività esplosiva non inconsueta, ma decisamente non frequente: una serie di esplosioni “di intensità maggiore rispetto all’ordinario da varie bocche dell’area centro-meridionale della terrazza craterica”, come ha spiegato in una nota l’Osservatorio Etneo dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. 

Terremoti in Sicilia e in Toscana: la spiegazione dell’esperto

In aggiunta alle scosse di magnitudo superiore a 3 a cui sembra avere “risposto” anche la Toscana, dove nei giorni scorsi si è registrato uno sciame sismico di circa 200 scosse, i “movimenti della Terra” degli ultimi giorni hanno stimolato curiosità, ma anche un po’ di preoccupazione, soprattuto la scossa di magnitudo 3.6 a Lampedusa e quella 3.8 al largo delle Eolie. La domanda è quindi per molti sorta spontanea: i due terremoti siciliani e lo sciame toscano sono collegati? C’è qualcosa di inusuale in questa attività così frequente?

Una risposta l’ha data Stefano Branca, direttore dell’Osservatorio Etneo dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Che a Repubblica ha chiarito che “non c’è nessun legame fra questi eventi”. Branca ha confermato che quello della Sicilia è un territorio molto attivo dal punto di vista della geodinamica, e che registrare scosse di magnitudo superiore a 3 non ha nulla di inusuale, ma è anzi la normalità. Quanto al collegamento con le scosse della zona del Chianti, si tratta di una supposizione errata.

I terremoti in Sicilia sono collegati alle esplosioni sullo Stromboli?

Più legittimo invece, per Branca, chiedersi se le scosse siciliane abbiano qualcosa a che fare con le esplosioni registrate sul vulcano Stromboli, ma anche in questo caso si è trattato di due fenomeni indipendenti. L’Osservatorio Etneo aveva reso noto venerdì che “l’attività ha prodotto una significativa emissione di materiale piroclastico grossolano che ha ricoperto abbondantemente la terrazza craterica e ha raggiunto anche Pizzo. La nube di cenere prodotta si è diretta verso i quadranti meridionali”.

È vero dunque che le esplosioni registrate venerdì sono state più intense, ma comunque nulla di fuori dall’ordinario: “Dal punto di vista sismico, la sequenza esplosiva, che non è stata anticipata da variazioni significative nei valori d’ampiezza del tremore vulcanico e nell’ampiezza e frequenza di accadimento degli eventi, è risultata visibile a tutte le stazioni sismiche di Stromboli con una successione di numerosi transienti sismici a bassa frequenza – ha spiegato l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in una nota – Il primo evento, di ampiezza moderata, registrato alle ore 14:42, è stato seguito nei tre minuti successivi da circa una decina di altri eventi very long period (segnali sismo-vulcanici che si prolungano, ndr), di cui il più energetico alle 14:43. Successivamente alla sequenza di eventi, per circa 10 minuti l’ampiezza del tremore vulcanico si è mantenuta più alta rispetto ai valori registrati prima dell’attività esplosiva. Attualmente, l’ampiezza media del tremore vulcanico, l’ampiezza ed il tasso di accadimento degli eventi  Very Long Period presentano valori nella norma”.