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Sulle tavole italiane abbonda lo squalo: l'inchiesta

L'inchiesta "Shark Prayed" fa luce sul mercato della carne di squalo che abbonda sulle tavole italiane, spesso all'insaputa dei consumatori

Inchiesta sulla carne di squalo

Sulle tavole italiane abbonda la presenza di carne di squalo, spesso all’insaputa dei consumatori. Lo rivela l’inchiesta “Shark Prayed“, letteralmente “squalo predato”, condotta da Marco e Andrea Spinelli, protagonisti di un servizio andato in onda durante la trasmissione tv ‘Striscia la Notizia’.

Marco Spinelli, il documentarista intervenuto nel programma di Canale 5, ha spiegato che “possibilmente tutti mangiamo gli squali, senza neanche saperlo, perché se andiamo al mercato e troviamo la scritta trancio di verdesca, oppure al ristorante prendiamo un trancio di palombo, noi stiamo mangiando squalo e banalmente non lo sappiamo perché c’è poca informazione”.

A ‘Striscia la Notizia’ è intervenuto anche il fratello Andrea Spinelli, biologo marino e ricercatore. Spinelli ha parlato così della situazione legata al consumo di squalo: “Il fish and chips molto famoso in Inghilterra, per esempio, è costituito da carne di squalo. Prima si utilizzava un merluzzo di alte profondità che adesso viene pescato sempre meno ed è stato sostituito dallo squalo. In pratica il 75% del mercato di fish and chips è costituito da carne di squalo. Si può dire che stiamo mangiando shark and chips”.

Carne di squalo sulle tavole italiane: l’inchiesta

Andrea Spinelli, insieme al fratello Marco, ha realizzato l’inchiesta intitolata “Shark Prayed” che significa “squalo predato”.  L’inchiesta è incentrata sul commercio legale della carne di squalo. L’obiettivo dell’inchiesta è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della commercializzazione degli squali, praticamente sconosciuto, e spiegare al tempo stesso l’importanza di una specie che negli anni è stata demonizzata e stereotipata in tutti i modi.

Marco e Andrea Spinelli sono andati alla ricerca dei mercati ittici che vendono carne di squalo, filmando cosa succede sui banchi dei mercati in Spagna ma anche dei supermercati in Italia, dove è possibile comprare e mangiare squalo. I consumatori, spesso, sono ignari di ciò che stanno comprando. Può capitare, per esempio, di trovare il pesce già sfilettato senza la possibilità di riconoscerlo.

La carne di squalo è presente nel mercato sotto nomi di diverso tipo: palombo, verdesca, gattuccio, vitello di mare, smeriglio, spinarolo, boccanera e altre, tutte specie di squalo che salvo rare eccezioni, possono essere legalmente commercializzate.

Andrea Spinelli ha voluto sottolineare che pur essendo legale la vendita della carne di squalo, negli ultimi cinquant’anni la popolazione di squali nel Mar Mediterraneo è diminuita del 90%, creando degli scompensi a livello di ecosistema. I due fratelli che hanno firmato il documentario “Shark Prayed” si augurano che nei prossimi anni la pesca dello squalo possa essere regolamentata, dando dei limiti come succede già per altre specie tipo il tonno e il pesce spada.

I ristoranti, i mercati del pesce e i supermercati, in Italia e non solo, propongono la carne di squalo sotto diversi nome, non sempre immediati da cogliere da parte dei consumatori. Secondo quanto riferito dall’International Fund for Animal Welfare (Ifaw), l’Italia è il principale importatore di carne di squalo dell’Unione Europea.

La pesca per fini commerciali dello squalo mette a repentaglio una specie ormai da anni in via d’estinzione. In estate uno squalo è stato avvistato in Calabria e la sua presenza è stata accolta come una buona notizia dal biologo Marino Silvio Greco che per l’occasione disse: “Non bisogna aver paura degli squali perché non esiste nessun caso di attacchi di questi animali ma anzi, siamo noi a ucciderli e poi a spacciarli per altri pesci”.