A Pompei tornano i furti: rubato un chiusino in marmo

Furto al Parco Archeologico di Pompei: è stato rubato un chiusino in marmo che si trovava nella Domus di Sirico. La denuncia della Soprintendenza

Pompei

Negli scavi di Pompei sono ritornati a verificarsi i furti. Il personale della Soprintendenza del Parco Archeologico, come riporta l’agenzia ‘Ansa’, ha constatato che ignoti, tra il 30 settembre e il 4 ottobre scorsi, hanno rubato un chiusino in marmo dalla forma circolare e dal diametro di 20 centimetri, che era conservato all’interno della Domus di Sirico (a sua volta situata al Regio VII, insula 1, civico 25, ambiente 24).

La stessa Soprintendenza, come riporta ‘Ansa’, ha sottolineato che si tratta di un’area accessibile al pubblico e interessata recentemente da lavori di restauro. Sull’accaduto sono state avviate indagini da parte dei Carabinieri della Stazione di Pompei.

Gli ultimi storici ritrovamenti al Parco Archeologico di Pompei

Risale allo scorso agosto una delle più importanti recenti scoperte realizzate al Parco Archeologico di Pompei: proprio lì, in occasione di una campagna di scavi effettuata assieme all’Università Europea di Valencia, è spuntata una tomba particolarissima, a recinto, con una facciata decorata con piante verdi su fondo blu e una camera per l’inumazione (risalente però a un’epoca in cui i corpi degli adulti, invece, venivano sempre incenerati). Nella stessa occasione è stata anche scoperta un’antica iscrizione marmorea, dalla quale è stata ricavata la prima conferma che nei teatri della colonia romana, perlomeno negli ultimi decenni precedenti all’eruzione del 79 d.C., si recitava anche in lingua greca.

In quell’occasione, il ministro della Cultura Dario Franceschini aveva dichiarato: “Pompei non smette di stupire e si conferma una storia di riscatto, un modello internazionale, un luogo nel quale si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi”.

La scoperta dello scorso agosto a Pompei ha rappresentato anche un “giallo“: la tomba rinvenuta è stata attribuita a Marcus Venerius Secundio, un ex schiavo che era riuscito a raggiungere un certo agio economico, il cui corpo è stato trovato parzialmente mummificato. Tra le ipotesi c’è la possibilità che ciò sia legato a una pratica di imbalsamazione. Inoltre, nel recinto della stessa tomba, sono state rinvenute anche due urne, una delle quali in vetro appartenente a una donna chiamata Novia Amabilis, forse la moglie di Marcus Venerius Secundio. Perché a lei è stato riservato un trattamento diverso?