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Roma, ancora allarme Ailanto: pianta "killer" degli automobilisti

A Roma scatta un nuovo allarme Ailanto: questa pianta molto resistente continua a moltiplicarsi, mettendo a rischio la sicurezza delle strade

Pianta di Ailanto

A Roma scatta un nuovo allarme legato all’Ailanto, la pianta che in molti casi riesce a resistere all’asfalto, diventando un vero e proprio problema per gli automobilisti.

Le fronde di questa pianta aliena non occupano solamente le banchine ma vanno a lambire anche l’asfalto e in alcuni tratti riescono perfino a occuparlo: una situazione, questa, che rappresenta un pericolo per gli utenti della strada.

Nuovo allarme Ailanto a Roma

In un sottopassaggio tra il chilometro 12 e 13 della Salaria, per esempio, si passa dagli oleandri rosa ai cespugli selvaggi: la presenza di piante alte come l’Ailanto mette a repentaglio la sicurezza degli automobilisti che si ritrovano a percorrere strada con visibilità ridotta e con la carreggiata intralciata.

L’Ailanto è la specie che si riscontra con maggiore assiduità sulle strade di Roma e anche quella che crea i maggiori disagi: questa pianta, di origine cinese, è considerata estremamente infestante per via della grande velocità con cui riesce a moltiplicarsi attraverso i polloni (una sorta di escrescenze dei tronchi) e anche per l’elevata quantità di semi che produce.

Il monaco gesuita Pierre Nicolas d’Incarville è stato il primo a importare l’Ailanto dalla Cina nel Settecento: un secolo dopo venne ampliata la coltivazione per provare a salvare la seta dalla pebrina, malattia che aveva reso i bachi da seta improduttivi e metteva a rischio tutto il settore. Nonostante i tentativi, l’ailanto non riuscì a salvare la seta ma rimase e iniziò a moltiplicarsi su tutto il territorio italiano.

Le caratteristiche dell’Ailanto

Generalmente ogni pianta di Ailanto può raggiungere un’altezza che va dai 20 ai 25 metri, con una chioma estremamente folta che rappresenta un intralcio alla visibilità e rami piccoli e leggeri che spezzandosi facilmente vanno a intralciare le strade. Alla base della foglia di Ailanto c’è una glandula che emana un cattivo odore e così facendo riesce a respingere gli insetti che provano a mangiarla, come le mosche oppure le coccinelle. L’Ailanto per natura entra in competizione con le altre piante, tende ad andare verso la luce e a resistere alle condizioni più critiche, soffrendo meno la siccità.

A Roma, considerata una delle mete preferite dai turisti stranieri per le vacanze in Italia, l’Ailanto ha trovato una zona fertile, per via dell’assenza di batteri che potessero frenarne la riproduzione. I cumuli di foglie che restano ai bordi delle strade della Capitale, inoltre, vanno a creare un humus che favorisce la gemmazione.

La presenza dell’Ailanto è ormai così radicata per le strade delle diverse zone della Capitale che l’intervento estemporaneo di addetti ai lavori per tagliare le piante non basterebbe a risolvere il problema: il disboscamento la irrobustisce, rendendola più forte di prima. Servirebbe, invece, un approccio sistematico che porti a una vera e propria disinfestazione di questa specie.

Da tempo l’Ailanto ha invaso Roma, colpendo diverse zone della Capitale: al momento le situazioni più critiche si registrano sulla Salaria, ma la presenza di questa pianta è si può trovare lungo tutta la via Olimpica, dove risulta essere praticamente l’unica specie in grado di sopravvivere e anche vicino alle Terme di Caracalla e al Campidoglio.