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Natale a "rischio" sul lago di Garda: cosa sta succedendo

Il turismo di Natale sul Lago di Garda quest’anno è a rischio. Gli aumenti dei costi di luce e gas potrebbero spingere molti operatori a non aprire

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Il turismo di Natale sul Lago di Garda quest’anno è a rischio a causa del caro bollette. Gli aumenti dei costi di luce e gas potrebbero spingere molti operatori a non aprire. I rincari che stanno, infatti, mettono a rischio il turismo del periodo natalizio. A causa dei prezzi troppo alti molti tra albergatori e ristoratori stanno valutando di non aprire le loro attività.

Turismo di Natale a rischio sul Lago di Garda

Da qualche anno il Lago di Garda si presenta come una destinazione ideale non solo da Pasqua a metà ottobre ma anche nei periodi invernali. Gli operatori del settore e le strutture ricettive da diverso tempo lavorano per rendere le sponde del Lago di Garda una meta attraente anche durante i mesi di dicembre e gennaio. Nel corso degli anni sono state numerose le attività e le iniziative che sono nate durante le vacanze di Natale e Capodanno per attrarre turisti sia dall’Italia sia dagli altri paesi europei come la Germania. Oltre a Musei aperti giorno e sera, vengono organizzati nelle diverse città del Lago mercatini, concerti, spettacoli nelle piazze e presepi. Quest’anno, però, il caro bollette rischia di compromettere le festività natalizie. Moltissime attività del Lago di Garda stanno pensando di non aprire dati gli alti costi di luce e gas. Gli anni scorsi, infatti, la maggior parte delle strutture aperte avevano registrato un’incoraggiante percentuale di ospiti. Alcuni avevano raggiunto “il tutto esaurito” specialmente nella settimana di Capodanno, ma quest’anno le incertezze sono molte.

Le preoccupazioni di Garda Lombardia

Le preoccupazioni riguardo il turismo legato al periodo natalizio si fanno sentire specialmente dai rappresentanti delle Associazioni della sponda lombarda del Lago di Garda. Massimo Ghidelli, presidente di Garda Lombardia, il consorzio che ha per soci 23 Comuni e 70 associazioni di categoria in rappresentanza di 500 aziende ha comunicato tutta la sua preoccupazione. Alcune Amministrazioni venete del Lago di Garda, infatti, hanno già valutato di rinunciare alle luminarie, non solo per contenere i costi ma anche per inviare un messaggio di responsabilità. Ad esempio, il Comune di Garda, in provincia di Verona, ha deciso di spegnere le luminarie durante le prossime feste natalizie. Con il denaro risparmiato l’Amministrazione Comunale mira ad aiutare le situazioni in difficoltà.

Tanti albergatori non hanno ancora deciso cosa fare per il mese di dicembre dati i costi sempre crescenti di luce e gas. Il rischio è quello di dover aumentare le tariffe in modo considerevole ma a quel punto molte famiglie sarebbero costrette a rinunciare al viaggio. Il Giornale di Brescia riporta le parole espresse da Massimo Ghidelli sulla situazione: “Secondo uno studio di Federalberghi a luglio le bollette rispetto al 2021 sono triplicate, con un costo medio di 120mila per una struttura di medie dimensioni, 94mila per l’energia elettrica e 26mila per il gas”.

Non aprire a Natale sarebbe un duro colpo per tutto il settore del turismo che stava recuperando dopo due anni di difficili a causa del Covid-19. Continua Ghidelli: “Sul Garda parliamo di 420 alberghi e 5300 strutture extralberghiere, per 100mila camere. Inoltre, l’albergo è solo un ingranaggio del sistema. Ci sono le lavanderie, i fornitori. E tutti stanno aumentando i prezzi. Si consideri poi che l’albergo di oggi è diverso da quello del passato. Oltre a camere, sale, uffici e cucine ci sono spa, piscine, idromassaggi nelle suite, saune e tutta una serie di servizi che il cliente pretende e che sono maledettamente energivori.”