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Torna in Italia il mosaico della nave di Caligola perduto

È tornato in Italia il mosaico perduto della nave di Caligola e sarà esposto presso il Museo delle Navi di Nemi dove si trovava originariamente

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È tornato in Italia il mosaico proveniente da una delle navi di Caligola che era stato illegalmente esportato negli Stati Uniti nel dopoguerra. L’opera sarà ora esposta presso il Museo delle Navi Romane che si trova a Nemi, in provincia di Roma.

Il mosaico della nave di Caligola torna in Italia

Rinvenuto durante gli scavi condotti agli inizi del Novecento presso il Lago di Nemi a Roma, il mosaico a intarsi marmorei sembra risalire al II secolo d.C. ed era uno degli ornamenti presenti su una nave dell’imperatore Caligola (37-41 d.C.). L’opera era, infatti, parte della pavimentazione di una delle navi da cerimonia dell’imperatore romano che sono poi affondate nel lago.

Dopo essere stato rinvenuto agli inizi del secolo scorso questo capolavoro è stato esposto presso il Museo delle Navi Romane di Nemi fino al 1944. Durante la seconda guerra mondiale, infatti, i tedeschi incendiarono il museo e il mosaico fu trafugato. Dopo anni, l’opera è stata fortunatamente rinvenuta presso la collezione privata di una cittadina italiana residente in America ed è stata riportata in Italia grazie al lavoro dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale.

Da oggi questo reperto dall’inestimabile valore è nuovamente nel nostro paese e potrà ancora essere ammirato presso la sezione permanente del Museo delle Navi Romane.

Il Museo delle Navi Romane

Costruito tra il 1933 e il 1939, il Museo delle Navi Romane era stato aperto per ospitare due grandi navi recuperate nelle acque del lago agli inizi degli anni Trenta. Costruite come navi da cerimonia per l’imperatore Caligola, i due scafi avevano le dimensioni di 71,30 x 20 metri e 73 x 24 metri e purtroppo furono distrutte durante l’incendio avvenuto nel 1944.

Attualmente il museo ospita nell’alta destra la storia del territorio dell’Albano laziale durante l’età repubblicana e quella imperiale. Molto interessante l’approfondimento relativo ai luoghi di culto della zona con l’esposizione di oggetti votivi provenienti da Velletri, Campoverde, Genzano e dal Santuario di Diana a Nemi.

Nell’alta sinistra, invece, si trova l’area dedicata alle navi con reperti antichi come due ancore, il rivestimento della ruota di prua, alcune attrezzi di bordo e con ricostruzioni di parti come il tetto con tegole di bronzo. I visitatori possono anche ammirare due modelli delle navi in scala 1:5 e la ricostruzione in scala della postazione di poppa di un’imbarcazione.