L'ultimo mistero sulla morte di Giacomo Leopardi: la nuova teoria

Giacomo Leopardi sarebbe morto a Castellammare di Stabia: spunta una nuova teoria grazie al ritrovamento di una lettera da parte di Angelo Acampora

Morte Leopardi: nuova teoria

Spunta una nuova teoria legata al mistero che avvolge la morte di Giacomo Leopardi, uno dei più grandi scrittori nella storia della letteratura italiana. L’ipotesi sostiene che il poeta di Recanati sia morto il 14 giugno del 1837 a Castellammare di Stabia, dove si era recato per la cura delle acque.

La tesi è stata avanzata dallo studioso Angelo Acampora che si occupa di storia del Grand Tour e dei viaggiatori stranieri nella penisola sorrentina da oltre trent’anni. Lo studioso ha esaminato con attenzione diverse fonti e documenti legati alla morte di Giacomo Leopardi, collegandoli alla fama che le cure termali ebbero tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento nella scienza medica.

Nuova tesi sulla morte di Giacomo Leopardi

Leopardi si recò proprio a Castellammare di Stabia per sottoporsi alle cure termali presso le sorgenti della cittadina campana, come ultimo rimedio ai problemi intestinali che gli provocavano diverse sofferenze. Acampora ha ritrovato il testo di una lettera del 28 maggio 1846 scritta dal padre gesuita Francesco Scarpa al suo confratello padre Carlo Maria Curci, nella quale rivelava di aver conosciuto Leopardi durante una confessione nella chiesa del Gesù Nuovo a Napoli e di esserne diventato amico.

Nella missiva, Scarpa spiegava che il poeta di Recanati si recò per Castellammare, dove lo attendevano le cure termali. Padre Curci pubblicò quella lettera nel suo “Fatti e argomenti in risposta in risposta alle molte parole di Vincenzo Gioberti” per contestare il sacerdote e filosofo Gioberti, il quale sosteneva che Leopardi fosse ateo e morto senza ricevere alcun conforto religioso.

Grazie alla testimonianza di Scarpa attraverso la lettera, Acampora ipotizza che la morte di Giacomo Leopardi sia avvenuta a Castellammare di Stabia, dove stava provando a trovare sollievo dai suoi malanni e a sfuggire al colera.

Sulla morte di Leopardi aleggia ancora un mistero legato al corpo mai rinvenuto. Il suo amico Antonio Ranieri fece di tutto per negare che la morte del Recanatese fosse dovuta al colera, sostenendo invece che fu l’idropisia a provocargli la morte. Il fatto che le spoglie di Leopardi non siano state mai rinvenute, ha alimentato la teoria legata alla morte per colera: in quei tempi infatti, chi moriva di colera veniva gettato nelle fosse comuni.

Acampora ipotizza invece che Leopardi morì a Castellammare, in carrozza, probabilmente di ritorno da una delle sue visite alle terme: per evitare che venisse sepolto in una fossa comune, il suo amico Ranieri lo riportò nella casa di vico Pero 2 di Stella, uno dei quartieri storici di Napoli, dove fu dichiarato morto.