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Le eccellenze nella ricerca: Padova al top

Secondo i dati della classifica Anvur, Padova è la regina delle università italiane. Bene Torino e Bologna. Ottimi risultati anche per Napoli

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palazzo del bo - mini

Le università italiane non demordono, e nonostante i tagli sempre più stringenti continuano a fare piccoli miracoli nel campo della ricerca. È quanto emerge dalla seconda Valutazione della Qualità della Ricerca, lo studio dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, presentato dal Miur.

Lo studio ha analizzato 96 università italiane confermando che 59, più della metà, si sono distinte almeno in un settore per qualità degli studi e delle ricerche effettuate. Il rapporto ha analizzato gli atenei nell’intervallo 2011-2014 confermando una generale miglioramento, nonostante i sensibili tagli alla Ricerca e all’Università, riduzione di fondi che dal 2009 rendono particolarmente difficoltosa la sopravvivenza delle rinomate università italiane.

La regina degli atenei si conferma Padova: è riconosciuta come eccellenza in ben 11 aree di ricerca. Il capoluogo veneto primeggia in Medicina, Psicologia, Agraria, Ingegneria industriale e Fisica, e se la cava benissimo anche in Matematica, Scienze della Terra, e Biologia. Per completezza di offerta la segue Torino, con 9 eccellenze, al top per Biologia, Storia e Filosofia e sul podio per Fisica, Chimica, Medicina, Scienze Politiche e Agraria.
Bologna, invece, riesce a raggiungere il primato soltanto in Architettura, ma ha atenei ben saldi sul podio che dominano in Scienze Agrarie, Ingegneria Industriale, Scienze dell’antichità, Legge, Storia e Filosofia, Economia.

Ottima anche l’offerta che garantisce l’università di Firenze, dove regnano sovrane soprattutto le discipline scientifiche. Il luogo di studio di Leonardo Da Vinci è infatti primo in Chimica e Scienze della Terra, terza in Fisica e Biologia.

Pisa, la patria di Galileo, è il massimo a cui uno studente di Matematica possa ambire in Italia, mentre la Ca’ Foscari di Venezia si conferma una scelta eccellente per chi ama le antichità classiche.
Per i futuri avvocati e diplomatici Milano è il luogo giusto dove studiare Legge e Scienze Politiche, mentre la “Bocconi” mantiene il primato in Economia.

In controtendenza anche le università del Sud che, seppur lentamente, stanno dimostrando sensibili segni di miglioramento, anche se siamo ancora lontani dalle eccellenze del Settentrione. Ma c’è l’eccezione che conferma la regola. La Federico II di Napoli ha battuto il Politecnico di Milano e anche di Torino nel campo dell’Ingegneria Civile. Un grande successo che contribuisce a diminuire il divario con gli atenei del Nord e che conferma un buono stato di salute della Ricerca italiana.

“In questi anni  – commenta Andrea Graziosi, presidente dell’Anvur – i ricercatori hanno saputo pubblicare di più e con migliore qualità nonostante le perduranti criticità imputabili alla scarsità di risorse disponibili”. Un flebile miglioramento che ci vede stabili rispetto alla mastodontica crescita della Cina, che ha persino superato gli Stati Uniti in campo accademico.

Incredibili poi i risultati dei ricercatori della Belpaese se raffrontati a quelli di Francia e Germania: nonostante i ricercatori possano contare sulla metà dei fondi dei cugini europei, riescono a produrre molte più pubblicazioni riconosciute. Chissà cosa sarebbero capaci di fare se i lungimiranti investimenti si avvicinassero alle cifre che spendono quei Paesi che nella Ricerca vedono le basi di un futuro solido.