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Il patrimonio naturale sottratto ogni anno alla Sardegna

Oltre cinque tonnellate tra sabbia, rocce e conchiglie, stelle marine, occhi di santa lucia e perfino stalattiti sottratti al territorio come souvenir

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territorio della SardegnaLa stagione turistica è appena trascorsa e il bilancio tracciato sul patrimonio naturale sottratto alla Sardegna è incredibile: si parla di oltre cinque tonnellate tra sabbia, rocce e conchiglie, stelle marine, occhi di santa lucia e perfino stalattiti sottratti dai turisti provenienti da ogni parte del mondo. Ogni anno i furti sono sempre più ingenti e arrecano un gran danno al patrimonio naturale dell’isola: i pezzi rubati vengono messi poi in bella mostra nei salotti di casi ma moltissimi finiscono in vendita su internet.

Il pegno maggiore però lo pagano alcune spiagge dove i furti sono maggiori, come quelle di Is Arutas, Mari Ermi e Maimoni, tempestate di granuli di quarzo bianco prodotto dell’erosione delle rocce granitiche dell’isola di Mal di Ventre. Anche la pinna nobilis, il bivalve più grande del mediterraneo, è tra i souvenir più ambiti.

Rubare pezzi di natura è un reato ma chi lo commette spesso lo fa in maniera inconsapevole. In aeroporto, durante i controlli, vengono rinvenuti tantissimi pezzi di questo patrimonio naturale e pare che vi sia proprio un caveau contenente oltre cinque tonnellate di materiale trovato nei bagagli dei turisti da aprile a oggi. Gli addetti ai controlli di sicurezza si sono occupati di archiviare il materiale selezionandone la provenienza per poterlo riportare nelle aree da cui è stato sottratto. Il fenomeno ha richiesto l’intervento della politica isolana. Infatti, è stata approvata una norma che vieta la sottrazione di materiale dagli arenili e indica però come responsabile la Guardia Costiera.