I 10 migliori ristoranti secondo TripAdvisor: tra miti, conferme e qualche sorpresa

Da Bergamo a Ragusa, dal lago di Garda ad Alba, gli utenti hanno incoronato i locali top dove mangiare: molti gli stellati e gli chef famosi, ma in testa c'è un "estremista" veneziano

10. Ristorante Da Vittorio – Brusaporto (BG)

Da VittorioNato nel 1966, in quasi 50 anni di attività è diventato un punto di riferimento della gastronomia lombarda e non solo. La prima stella Michelin è del ’70, la seconda arriva nel 1996 e la consacrazione della terza giunge nel 2010.

La cucina è guidata da Enrico e “Bobo” Cerea, che si mantengono sulle orme del padre Vittorio mescolando “tradizione lombarda e genio creativo”.

9. Ristorante Don Alfonso 1890 – Sant’Agata sui Due Golfi (NA)

Don Alfonso 1890Altro “mostro sacro” della ristorazione italiana, Alfonso Iaccarino delizia i palati dei buongustai dal 1973 affondando le radici nella cultura alimentare millenaria della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, sulla base della quale innova incessantemente, seguendo il motto di Eduardo De Filippo: “Se ci serviamo della tradizione come d’un trampolino, è ovvio che salteremo assai più in alto”. E il “salto” di Iaccarino gli è valso negli anni ben due Stelle Michelin.

  • Il piatto da non perdere: il Vesuvio di Rigatoni su leggero ragù di pomodori, un vulcano di maccheroni serviti in piedi con i pomodori San Marzano al posto della lava, la mozzarella e la ricotta a fare il magma e le polpettine di carne come le pietre del Vesuvio. Un piatto dedicato, dietro sue accorate insistenze, a Maria Orsini Natale, la scrittrice autrice di “Francesca e Nunziata”
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8. Enoteca Pinchiorri – Firenze

Enoteca PinchiorriSi definisce una “festa per i sensi” l’enoteca nata nell’ottobre 1972, dove il giovane sommelier modenese Giorgio Pinchiorri sfidò le tradizioni del tempo iniziando a stappare preziose bottiglie per offrirle al bicchiere, accompagnate dagli stuzzichini della compagna francese Annie Féolde. Che ora, trasformati gli stuzzichini in sofisticati piatti gourmet, guida il “tristellato” ristorante – dove è stato chef anche Carlo Cracco – proponendo ad appassionati e capi di Stato una carta di oltre 4.000 vini a due passi da piazza Santa Croce.

7. La Pergola – Hotel Rome Cavalieri, Roma

La PergolaDa 15 anni detiene le Tre Stelle Michelin grazie all’estro e al talento del suo chef Heinz Beck, classe ’63, dal 1994 ai fornelli e prestigioso membro dell’Ordine dei Cavalieri della Cucina. Arredato con arazzi, tele pregiate, porcellane di Sèvres, candelabri di bronzo del Settecento, mobili Impero e vetri soffiati di Emile Gallé, La Pergola offre una vista impagabile sulla Capitale e una cantina da 3.500 etichette e oltre 60.000 bottiglie, di cui alcune datate 1888.

6. Esplanade – Desenzano del Garda (BS)

EsplanadeQuasi 550 valutazioni eccellenti e molto buone su 590 premiano il ristorante guidato dalla chef Massimo Fezzardi come uno dei migliori del Belpaese. Il segreto? Una cucina a base di “amore, fantasia e tanta passione”, con una predilezione per il pesce, specialmente quello del lago, sul quale si affacciano nella bella stagione i tavoli più ricercati. Una Stella Michelin.

5. La terrazza dell’Eden – Roma

La terrazza dell'EdenSe non bastasse il panorama mozzafiato sulle cupole di Roma, il ristorante dell’hotel Eden, parte della Dorchester Collection, offre la raffinata cucina dell’eclettico chef Fabio Ciervo. Allievo di Carlo Cracco e Martin Berasategui, il giovane cuoco cosmopolita propone piatti frutto della contaminazione tra tradizione italiana, spezie e cotture orientali, salse francesi e ricerca spagnola, che gli sono valsi la Stella Michelin nel 2012. Chi volesse assaggiarli, però, deve affrettarsi: a fine ottobre il ristorante chiude per un anno per restauri.

  • Il piatto da non perdere: spaghettine cacio e pepe del Madagascar al profumo di boccioli di rose, reinterpretazione del classico romano accompagnato da una boule che diffonde sul tavolo un “fumo” al profumo di rosa
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4. Piazza Duomo – Alba

Piazza DuomoCreatura del determinato chef brianzolo Enrico Crippa, classe 1971 e allievo di grandi maestri come Gualtiero Marchesi e Ferran Adria, il ristorante ha bruciato le tappe, raccogliendo tre Stelle Michelin in soli sette anni. Merito di chi sta in sala e ai fornelli, ma anche di un territorio dove nascono alcuni dei prodotti di eccellenza del Belpaese, dalle carni ai tartufi, dai vini ai formaggi alle verdure, coltivate in un orto personale.

  • Il piatto da non perdere: non a caso, l’Insalata 21… 31… 41… composta, in base alle diverse stagionalità, dalle 21 alle 51 tipologie di erbe e insalate diverse, condite con olio alle erbe e aceto (rigorosamente di Barolo)
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3. Ristorante Duomo – Ragusa

Ristorante DuomoLa città di Ragusa è divisa in due: in alto c’è la parte nuova, più in basso c’è Ibla, la città vecchia “che sta sotto”. E culinariamente sta sotto il regno di Ciccio Sultano, chef bistellato recentemente prestato alla tv per “Pechino Express”. Estroso innovatore della tradizione locale, ama definirsi un improvvisatore jazz, che quando crea un piatto lo fa con le emozioni e gli umori di quel momento.

  • Il piatto da non perdere: la ricciola con fiori di capperi iblei e olive nere “Fiore” farcite di pasta di mandorla pizzuta di Avola, con baccelli di fagiolini e salsa fumè. Una ricetta che è valsa a Sultano l’ingresso tra i 100 chef che hanno cambiato la cucina italiana
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2. Pipero al Rex – Roma

Pipero al RexNato nell’ottobre 2011, il ristorante dell’hotel Rex, ricavato dagli spazi di un vecchio cinema, ha impiegato pochissimo tempo a conquistarsi la prima Stella Michelin. Merito del patròn Alessandro Pipero e dello chef Luciano Monosilio, che coccolano gli ospiti dei soli sette tavoli con un servizio e un’atmosfera memorabili per la stragrande maggioranza degli ospiti (vedere la media delle recensioni per credere).

  • Il piatto da non perdere: in realtà sono due, l’estroso trippa  e cozze con spuma di pecorino e l’agnello irlandese al tè affumicato Lapsang Souchong con “idea” di alici e salsa di lamponi
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1. Ristorante Riviera – Venezia

Ristorante RivieraÈ il locale preferito in Italia dagli utenti di TripAdvisor: qual è il suo segreto? Ce lo spiega il patron G.P. Cremonini: “Noi non lavoriamo nel food business, per noi mangiare è un atto estremo, che potrebbe perfino uccidere. Per questo curiamo al massimo la qualità del cibo, che deve essere ‘vero’ e ‘buono’ ma anche avere una forte personalità ed essere sempre riconoscibile nelle sue peculiarità in accostamenti armoniosi”.

I prodotti usati nella cucina sono prevalentemente locali (oltre 220 i fornitori) e variano da quelli di mare e laguna a quelli terragni e di montagna (in menù compaiono anche cervo, cinghiale e stambecco), tutti trattati “con semplicità e rispetto”. Proprio come gli ospiti, che apprezzano in particolare il piacere di mangiare sulle fondamenta del quartiere Dorsoduro mentre davanti agli occhi barche e navi scivolano via nel Canale della Giudecca.

  • Il piatto da non perdere: secondo Cremonini sarebbe un bicchiere d’acqua “buona e giusta”; per chi aspira a qualcosa di più sostanzioso, il fegato alla veneziana, cucinato rigorosamente nella padella vecchia, che magicamente aggiunge al piatto il suo gusto inconfondibile
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