Fao, gli ulivi di Spoleto e Assisi sono patrimonio agricolo mondiale

La "fascia olivata da Assisi a Spoleto" è il primo sito italiano a entrare nella lista Giahs della Fao

Gli ulivi di Assisi e Spoleto patrimonio Fao - 1

I secolari alberi di ulivo di Assisi e di Spoleto sono stati accolti nella lista Fao dei Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale (GIAHS), il Globally Important Agricultural Heritage Systems che si prefigge l’obiettivo di individuare in tutto il mondo quei paesaggi particolarmente ricchi di biodiversità dove la coabitazione tra comunità antropica e ambiente circostante è risultata non solo equilibrata, ma anche proficua.

Nel territorio umbro, dove crescono rigogliosi gli ulivi, le risorse naturali del territorio e le necessità umane sono state combinate proficuamente per realizzare dei mezzi di sostentamento ed ecosistemi sostenibili.

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Quello umbro, grazie alle sue peculiarità, diventa così il primo luogo italiano ad essere incluso nel programma della Fao che intende mettere in risalto sistemi agricoli unici create nel corso dei decenni da comunità rurali che hanno lavorato strenuamente per forgiare ecosistemi ricchi di biodiversità e che rappresentano dei baluardi della sicurezza alimentare.

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Nel mondo possono vantare questo importante riconoscimento appena 51 siti. A proporre la candidatura era stato il Comitato “Fascia olivata da Assisi a Spoleto – verso la candidatura Unesco” a cui hanno partecipato i comuni di Trevi, Foligno, Assisi, Spello, Campello sul Clitunno e Spoleto, con il sostegno di Regione Umbria. Gli ulivi di Assisi e Spoleto patrimonio Fao

L’assessore alle Politiche Agricole della Regione Umbria Fernanda Cecchini ha espresso la più profonda soddisfazione per il raggiungimento dell’importante risultato, che segna una tappa fondamentale del percorso per la tutela, la valorizzazione, la promozione di un territorio reso unico e irripetibile dalla presenza secolare degli ulivi che giunge dopo l’iscrizione della Fascia olivata nel Registro nazionale dei paesaggi storici del Ministero delle Politiche agricole che ‘certifica’ la sua valenza culturale e ambientale”. “Un valore aggiunto – ha dichiarato l’assessore- per l’intera Umbria, che annovera fra i fattori cardini del suo sviluppo il paesaggio rurale e la produzione olearia di qualità”.