Nuova scoperta su un reperto dell'eruzione del 79 a Ercolano

Nel Parco Archeologico di Ercolano è stata scoperta l'identità di un corpo sepolto dopo l'eruzione del 79: un ufficiale di Plinio il Vecchio

Scoperta ufficiale Ercolano

Nuova scoperta sull’eruzione di Ercolano del 79 dopo Cristo: è stata individuata l’identità dei resti di uno dei 300 fuggiaschi recuperati durante i primi anni ’80 dagli archeologi sul percorso che unisce l’antica spiaggia cittadina alla Villa dei Papiri.

Quello che inizialmente venne catalogato come un semplice soldato, sarebbe in realtà un ufficiale di Plinio il Vecchio: a rivelarlo sono i dettagli dell’armatura e una sorta di zaino nel quale venivano conservati dei piccoli strumenti di carpentieri. Questi elementi fanno pensare a un ruolo più importante rispetto a quello di un soldato.

Ercolano, scoperta l’identità di un ufficiale sommerso dall’eruzione

Francesco Sirano, il direttore del Parco Archeologico di Ercolano, ha firmato una ricerca che restituisce una nuova identità ai resti arrivati fino ai giorni nostri e sepolti dalla tremenda eruzione del 79 dopo Cristo. Con molta probabilità si trattava di un ufficiale della flotta che stava partecipando alla missione di salvataggio ordinata da Plinio il Vecchio per soccorrere le popolazioni dei villaggi e delle abitazioni che si affacciavano sul Golfo di Napoli.

Si trattava di un militare della marina, arrivato sulla spiaggia di Ercolano per aiutare le persone che si erano ammassate lungo la riva per fuggire dall’eruzione del Vesuvio. Successivamente, le correnti piroclastiche scese dal Vesuvio hanno travolto tutto, compreso l’ufficiale in questione.

Il militare, sommerso dalle correnti incandescenti scese a una velocità compresa tra gli 80 e i 100 chilometri orari, è stato travolto insieme a tante altre persone. Il corpo dell’ufficiale è arrivato fino ai giorni nostri con le braccia piegate in avanti, segnale che dimostra come fosse in cerca di appoggio.

Oltre allo zaino e all’armatura, l’ufficiale è stato ritrovato con un cinturone di cuoio attorno alla vita, ricoperto da lamine di argento e oro. Alla fibbia era attaccata una spada decorata e montata su un’impugnatura d’avorio.

Accanto al corpo dell’ufficiale di Ercolano, dove nel 2020 è stata identificata la bottiglia d’olio più antica al mondo, inoltre, è stato rinvenuto un gruzzolo di monete: 12 denari d’argento e 2 d’oro, somma che al tempo corrispondeva allo stipendio mensile di un pretoriano. L’analisi condotta sulle ossa ha permesso anche di identificare l’età dell’uomo che era compresa tra i 40 e i 45 anni.