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Ecco le città più indebitate d'Italia: Milano in rosso, bene Enna

Secondo il CGIA di Mestre, gli italiani chiedono sempre più prestiti. La Lombardia è la regione più in rosso, bene la Sicilia

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L’Italia è una Repubblica fondata sul debito. Il costo della vita aumenta e le famiglie sono costrette a chiedere prestiti. Secondo una recente analisi condotta dall’ufficio studi della CGIA di Mestre ogni famiglia italiana, in media, ha un deficit di 20.341 euro. Facendo un rapido calcolo si raggiungono cifre stellari: sommando tutti i debiti della Nazione si toccano 525 miliardi di euro di rosso. Un patrimonio colossale. E il trend non accenna a frenare.

A indebitarsi di più sono le città della Lombardia. I cittadini italiani con il deficit maggiore si trovano in provincia di Milano, qui in media ogni cittadino della città meneghina deve restituire 29.304 euro, al secondo posto c’è la provincia di Monza-Brianza dove si raggiungono i 28.901 euro. La classifica non si sposta dalla regione confinante con la Svizzera e piazza al terzo posto gli abitanti della provincia di Lodi con un debito medio di 27.744 euro.

Dopo Varese (27.198 euro) e Como (27.108 euro), per trovare la prima provincia non lombarda bisogna arrivare al sesto posto dove c’è Prato: qui le famiglie, in media, devono pagare 26.988 euro.  Al settimo posto  Roma, con 26.792 euro. Lasciando la capitale si torna poi di nuovo in Toscana per l’ottavo posto dove si piazza Siena con 25.624 euro.

Le famiglie che si indebitano meno? Sono per lo più al sud. Reggio Calabria ha un’esposizione media di 10.037 euro, segue Vibo Valentia con 9.248 e Ogliastra con 9.152. La città con meno passivi? Secondo lo studio si trova in Sicilia e per la precisione ad Enna dove il deficit si assesta sui 9.072 euro.

Nell’ultimo anno è stato calcolato un incremento dell’indebitamento generale: cresce di pari passo con i timidi segnali di ripresa economica che stanno attraversando il paese. L’economia va leggermente meglio, c’è maggiore fiducia e aumenta la speranza di poter ripagare debiti contratti con banche e finanziarie. Nel 2016 sono incrementati del 1,2 % i prestiti destinati all’acquisto di un’abitazione e del 5,5 % quelli destinati ai consumi generici.

In questa situazione si trovano principalmente le famiglie economicamente deboli, quelle per cui lo stipendio del capofamiglia non basta per arrivare alla fine del mese. Per questi nuclei familiari, pagare a rate resta il principale punto di riferimento  per tenere in piedi il budget familiare.