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A Curon torna l'orologio del famoso campanile di Resia

L'orologio scomparso tanti anni fa dal campanile di Curon, sommerso dalle acque del lago di Resia, ora torna a casa: la sua storia è incredibile

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Nel cuore della Val Venosta c’è un panorama davvero unico al mondo: stiamo parlando del lago di Resia, dalle cui acque affiora la parte superiore dell’antico campanile di Curon. La sua storia è affascinante, e ancora di più lo è quella che ha come protagonista l’orologio della torre campanaria, scomparso in circostanze misteriose tanti anni fa e poi ritrovato da un collezionista sudtirolese. Presto, questo manufatto così prezioso tornerà in paese per via di una generosissima donazione del mecenate.

Il campanile di Curon, una storia incredibile

Facciamo un salto indietro nel tempo, per scoprire come mai il lago di Resia attiri così tanti curiosi – è ormai diventato uno dei luoghi simbolo della Val Venosta. Siamo nei pressi del passo di Resia, vicinissimo al confine tra Italia, Austria e Svizzera: qui in passato si potevano ammirare tre piccoli laghi naturali, situati a quasi 1.500 metri di quota. All’inizio del ‘900, venne approvato il progetto volto ad unificare due laghi in un unico bacino, per alimentare una centrale idroelettrica. Nonostante le proteste dei cittadini e la difficoltà nel reperire le materie prime in periodo di guerra, nel 1950 venne eretta una grande diga e nacque il lago di Resia.

Le sue acque sommersero l’intero abitato di Curon Venosta, che venne poi ricostruito più a monte. Delle 163 case che ospitavano gli abitanti del paesino non resta più niente, rase al suolo dalle mine sistemate per la demolizione: l’unico indizio dell’antica presenza di un borgo ormai dimenticato è il campanile della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, che non crollò neanche a seguito delle esplosioni controllate. Oggi la parte superiore di quel campanile emerge dalle acque ed è diventato un’attrazione turistica: in inverno, quando il lago gela, è persino possibile raggiungerlo a piedi.

L’orologio di Curon torna in paese

Se la storia del campanile di Curon è davvero incredibile, quella del suo orologio non è da meno. Il manufatto risale al 1721, quando venne installato sulla parte superiore del campanile – proprio quella che ancora oggi spicca tra le acque turchesi del lago di Resia. Rimasto in funzione sino a quando il centro abitato di Curon Venosta non fu sommerso, venne poi smontato da un artigiano del luogo e se ne perse completamente le tracce. Per ben 30 anni, dell’orologio non si seppe più niente. Poi, nel corso degli anni ’80, il collezionista d’arte sudtirolese Onkel Taa lo ritrovò in Val Pusteria, acquistandolo per arricchire il suo museo-ristorante a Bad Egart, alle porte della Val Venosta.

Onkel Taa – nome d’arte di Karl Platino – è infatti il proprietario di un locale che, nel corso del tempo, è diventato molto più di una semplice osteria dall’atmosfera autentica: al suo interno si possono ammirare tantissimi cimeli da collezione e un’area interamente dedicata alla Principessa Sissi. D’altra parte si trova a due passi da Merano, dove la regnante era solita trascorrere molto tempo. Ma torniamo all’orologio: rimasto per tanti anni nelle mani del collezionista, ora sta per tornare a Curon, per fare bella mostra di sé nel luogo in cui nacque.

La decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno: “Sono stato molto fortunato a trovare e acquistare questo orologio, che in questi anni mi ha regalato tanta gioia e soddisfazione. Ma ora ho ricevuto un grande regalo, una nuova vita grazie a un trapianto d’organo. Per questo ho deciso di fare a mia volta un regalo e restituire, per così dire, l’orologio” – ha spiegato Onkel Taa, come riporta Ansa. Il manufatto, donato ai venostani, sarà custodito inizialmente in municipio e poi nel piccolo museo che verrà allestito sulle rive del lago di Resia, per poter essere ammirato da tutti i turisti.