Dalla Puglia allo Spazio: via libera allo spazioporto

L'Enac ha approvato il regolamento per la costruzione dello spazioporto di Taranto Grottaglie in Puglia, un passo in avanti per il turismo aerospaziale

Spazio

I viaggi nello spazio sono il futuro del turismo: da anni si lavora alla possibilità di portare sulla luna o su Marte non solo gli astronauti, ma anche la gente comune. Un progetto ambizioso che potrebbe partire da una base italiana, in Puglia.

L’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, ha approvato il regolamento per l’esercizio e la costruzione dello spazioporto di Taranto-Grottaglie. Si tratta di un enorme passo in avanti verso il turismo orbitale. Il piano prevede la realizzazione della stazione, pronta per ospitare i decolli, entro il 2023.

Il progetto dello spazioporto di Taranto-Grottaglie è iniziato nel giugno del 2017, con il grande accordo siglato fra l’Enac, l’Asi e la Federal Aviation Administration americana. Poche settimane più tardi, l’Altec e la Virgin Galactic di Richard Branson hanno stretto un patto per permettere la commercializzazione dei voli suborbitali ai privati, il primo grande passo verso il turismo interorbitale.

Con l’aggiunta della Sitael di Mola di Bari, società attiva nel campo aerospaziale, si è arrivati all’idea di usare il LauncherOne e il WhiteKnight Two di Virgin Orbit come velivoli per i lanci. Non si tratta di razzi tradizionali, ma di aerei capaci di portare a dieci chilometri di quota il mezzo spaziale contenente satelliti o persone, per poi sganciarsi raggiungendo un’orbita di 100 chilometri nel caso dei passeggeri e di 500 per le sonde.

Turismo aerospaziale: in Puglia il primo spazioporto

La pista per lo spazioporto di Taranto-Grottaglie è già pronta: il prossimo passo è istituire un centro di controllo. Successivamente bisogna portare in Puglia un WhiteKnight Two di Virgin Orbit con il suo velivolo subspaziale in pianta stabile, per poi ottenere le licenze specifiche per i passeggeri.

La macchina organizzativa è stata messa in moto: l’obiettivo è quello di permettere i viaggi nello spazio partendo dalla Puglia, aprendo lo spazioporto con vista sull’Ilva di Taranto, nell’area in cui oggi si trova l’aeroporto “Marcello Arlotta”.

Un’impresa non impossibile che rappresenterebbe un’enorme possibilità per tutto il Paese: italiano è il primo micro orto spaziale lanciato a bordo di un mini satellite per capire come coltivare verdure in orbita per le future missioni spaziali e italiano può essere il primo spazioporto che apre definitivamente l’era del turismo aerospaziale.