Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Nuova scoperta a Piuro, la "Pompei delle Alpi": spuntano 6 tombe

Nuova scoperta a Piuro: gli scavi nella "Pompei delle Alpi" hanno portato alla luce sei tombe romane e una moneta dell'Imperatore Teodosio I.

Pubblicato:

Piuro, nuova scoperta

Nuova scoperta a Piuro, la “Pompei delle Alpi”: gli scavi hanno portato alla luce sei tombe romane risalenti al periodo che va tra il quarto e il settimo secolo dopo Cristo.

La località conosciuta come la “Pompei delle Alpi” non smette di riservare sorprese: qui nel 1618 una tremenda frana spazzò completamente via il borgo di Piuro, provocando circa mille morti. Sotto metri cubi di materiale, sono stati preservati quasi in maniera intatta i resti del paese medievale: gli scavi consentono di riportare alla luce quanto rimasto del villaggio della Lombardia al confine con la Svizzera tra Chiavenna, in provincia di Sondrio, e la Val Bregaglia.

Piuro: scoperte sei tombe romane della “Pompei delle Alpi”

Gli ultimi scavi sono stati condotti da parte dei giovani dell’Università di Verona, tra gli atenei italiani inseriti nel Ranking Arwu 2021 delle migliori università al mondo: sotto gli occhi increduli del team, sono apparse sei tombe romane. Secondo quanto emerso dalla prima datazione, le tombe risalgono al periodo tardo romano che da dal quarto al settimo secolo dopo Cristo.

Nelle tombe scoperte grazie alle più recente campagna di scavi a Piuro ci sono scheletri perfettamente conservati e una moneta dell’Imperatore romano Teodosio I datata tra il 379 e il 388 dopo Cristo: la moneta ritrovata autorizza a pensare che anche i resti umani possano essere di poco successivi a quel periodo.

La campagna di scavi a Piuro è stata coordinata da Fabio Saggioro, docente di archeologia medievale dell’Università di Verona, nell’ambito del progetto Interreg Amalpi 18 in collaborazione con il funzionario della Soprintendenza Stefano Rossi. Agli scavi sono impegnati circa sessanta studenti che operano in turni di quindici per settimana.

Lo stesso professore Fabio Saggioro aveva coordinato la campagna di scavi dell’estate del 2020 grazie alla quale era stato accertato che diversi edifici del Mot del Castel erano stati abbandonati dai loro abitanti in un periodo che precedente alla calamità del 1618. Le tombe romane sono apparse a pochi giorni dalla chiusura del sito del 15 ottobre: la zona verrà riaperta durante la primavera del 2022, quando si ricomincerà a scavare nell’area del Mot di Castel.

La scoperta delle sei tombe romane rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’importanza di Piuro, la “Pompei delle Alpi”, come prezioso crocevia di confine nel periodo romano.