I musei di Genova sono sbarcati su Spotify

Genova ha inaugurato un canale Spotify con playlist dedicate alla città e ai suoi musei, per accompagnare l’ascoltatore nelle visite virtuali e live

I musei di Genova sono sbarcati su Spotify

Durante il lockdown i luoghi di cultura italiani hanno trovato il modo di aprire le proprie porte ai visitatori grazie a diverse iniziative in Rete, come i tour virtuali che hanno permesso di visitare i musei dal divano di casa.

Ma in tempo di Coronavirus c’è un altro modo, del tutto inedito, di vivere l’arte. Una nuova idea partita da Genova che punta alla musica come strumento fondamentale per comunicare e creare connessioni tra le persone, in un momento in cui è radicalmente cambiata l’esperienza diretta del mondo.

Per questo motivo, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Genova ha inaugurato il proprio canale Spotify “Genovamorethanthis”, dove è possibile trovare playlist dedicate alla città e al suo patrimonio museale costituito da ben 21 musei, le cui collezioni spaziano dalla pittura alla musica, dalle culture esotiche al calcio.

Raccolte pensate come colonne sonore capaci di evocare atmosfere suggestive e accompagnare l’ascoltatore in una visita virtuale dei musei attraverso un coinvolgimento sensoriale unico e inaspettato.

Ogni playlist, elaborata grazie alle proposte del conservatore di riferimento, è stata ideata non soltanto per raccontare sul web l’incredibile patrimonio museale genovese, ma anche per poter accompagnare le visite live dopo la riapertura nella Fase 2.

Tramite il suo canale Spotify, Genova regala un vero e proprio viaggio musicale attraverso il tempo e i generi. Si parte dall’Inno di Mameli della playlist del Museo del Risorgimento, dove è conservato il manoscritto autografo, fino ad arrivare ai giorni nostri con brani di gruppo liguri come “She don’t know me” dei TuaMadre e “Asteroids” della band Zero Reset, i cui video sono stati girati al Museo di Storia Naturale.

C’è poi la colonna sonora di Via del Campo 29 rosso, situato nell’omonima strada cantata da Fabrizio De André, tappa imperdibile per scoprire il patrimonio culturale e musicale della “scuola genovese”, da Umberto Bindi fino a Luigi Tenco e ai New Trolls, passando per le ballate dialettali dei Trilli.

La magnificenza dei Musei di Strada Nuova è, invece, incarnata da brani come “We are Golden” di Mika e “Torna a casa” dei Måneskin, ma non mancano le melodie di Niccolò Paganini, altro fil rouge che lega molte delle playlist del canale Genovamorethanthis.

Per il Museo della Storia del Genoa sono stati, infine, raccolti tutti i brani che si legano alla squadra di calcio più antica d’Italia, dai cori da stadio al podcast di Cronache dei ’90 che racconta l’andata e il ritorno di Genoa – Liverpool ’92.