Il mistero del Volto megalitico più grande in Italia

Nella frazione di Borzone del piccolo comune di Borzonasca si trova un grande volto umano scolpito nella roccia. Tanti i misteri e le supposizioni che lo avvolgono

volto megalitico borzone

Alto sette metri, semi nascosto dalla vegetazione e avvolto dal mistero: si tratta del volto megalitico di Borzone, frazione del piccolo comune di Borzonasca in provincia di Genova.

Scolpito su una roccia  è stato scoperto solamente nel 1965 e viene considerata la scultura rupestre più grande d’Italia e d’Europa. Le teorie e i misteri sulla sua realizzazione sono molti.

Tra le tante ipotesi vi è quella che sostiene si tratti di una realizzazione risalente al Paleolitico Superiore, il paragone infatti è con i menhir con fattezze umane.

Un’altra teoria lo colloca in un ambito ancora più particolare, secondo alcuni studi si potrebbe paragonare con il volto che si intravede sulla Sindone di Torino. In questo caso gli autori sarebbero stati i monaci Benedettini che abitavano l’abbazia di Sant’Andrea di Borzone, che si trova nella vicinanze. Pare che fosse stato realizzato per convertire gli abitanti della valle del Penna e che i monaci vi si recassero una volta all’anno in preghiera.

Ma le supposizioni non si fermano qui, recenti ricerche suggeriscono infatti nuove ipotesi. A scriverlo su Facebook è stato lo stesso comune di Borzonasca dove questo volto così ricco di mistero ha sede. L’ultima idea è che possa trattarsi di un’opera realizzata da un artista, a fornire la nuova chiave di lettura le ricerche dell’architetto parmense Andrea Pacciani.

L’architetto ha supposto che l’opera possa essere stata realizzata dall’artista genovese Francesco Borzone che è vissuto nel corso del Seicento, oppure che lui avesse tratto ispirazione per le sue opere proprio dalla scultura rupestre.

Ma perché tanta attenzione? Perché l’origine, l’epoca e la paternità di questo volto imponente sono ancora oggi incerte, anche se sono in molti a credere che si tratti del volto di Cristo.

Tante ipotesi diverse che si susseguono e fanno osservare il volto megalitico di Borzone ogni volta con occhi diversi. A partire dal sesso: si tratta di un uomo o di una donna? È stato riprodotto il volto di Cristo dai monaci e i segni che si vedono sulla fronte sono un richiamo alla corona di spine? Oppure è l’opera di un’artista?

Domande alle quali solo il tempo e ulteriori studi potranno dare una risposta. Forse.