Incidenti stradali nel 2015: le città più pericolose

I dati pubblicati dall'Istat mostrano un lieve calo degli incidenti, ma aumentano le vittime della strada. Maglia nera a Milano e Bari

Incidenti stradali nel 2015: le città più pericolose

L’Istat ha pubblicato i dati definitivi sugli incidenti stradali avvenuti nel 2015, aggiornando quelli provvisori diffusi lo scorso luglio.

Da gennaio a dicembre 2015 ci sono stati in Italia 174.539 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.428 vittime, morte entro 30 giorni dalla data dell’incidente, e 246.920 feriti.

Rispetto al 2014, gli incidenti hanno registrato un lieve calo, ma le vittime della strada sono aumentate  del +1,4% rispetto all’anno precedente, per la prima volta dal 2001.

Il numero dei feriti è diminuito, ma sono aumentati quelli gravi, che sulla base dei dati della dimissione ospedaliera sono stati quasi 16mila contro i 15mila del 2014 (+6,4%).

Allarmanti i dati dei primi cinque mesi del 2016, che hanno registrato un incremento delle vittime con età inferiore ai 30 anni. Tra gennaio e maggio di quest’anno, hanno perso la vita 174 giovani sotto i trent’anni, con un aumento del 27,9% rispetto all’anno precedente.

In Friuli Venezia Giulia, cala il numero delle vittime della strada, del 66,2% contro il -51,7% della media in Italia. La città in cui si è riscontrato il calo maggiore dei morti è Trieste, (-41,7%, ovvero dai 12 del 2014 ai 7 del 2015), dove però è stato segnalato il più alto aumento di feriti (+33,7%).

In Lombardia, la maglia nera va a Milano, dove si è registrato il maggior numero di incidenti della regione, con una percentuale del 42,9%, di cui il 41,4% feriti e il 24,5% dei morti. Tuttavia, nonostante l’alta concentrazione di incidenti, la città metropolitana di Milano mostra l’indice di mortalità più basso di tutte le province lombarde (0,8 morti ogni 100 incidenti), seguita dalla provincia di Monza e Brianza (0,9) e da Varese (1,3).

In Liguria, l’indagine dell’Istat ha rilevato 8415 incidenti stradali, in leggero aumento (+0,3%) rispetto al 2014, e un numero stabile di feriti, pari a 10.633, sebbene Genova e Imperia siano le due province italiane in cui si usa meno l’automobile.

In Emilia Romagna, il maggior numero di incidenti, nel 2015, si è registrato nella provincia di Bologna con 3.794 sinistri, così come il maggior numero di vittime (64).

In Puglia, dove si è ridotto il numero dei feriti, la maglia nera per il maggior numero di incidenti va a Bari, con 3.656, 61 morti e 5.768 feriti, seguita da Lecce.

In Calabria, rispetto al 2014, sono aumentati sia gli incidenti (2,8%) che i feriti (6,1%), in controtendenza con le variazioni rilevate a livello nazionale. Il numero più alto di morti e feriti si è registrato nella provincia di Cosenza, mentre a Reggio Calabria ci sono stati più incidenti.

Il 2015 ha visto un calo per gli incidenti stradali e i feriti in Sicilia. Il maggior numero di morti, si è registrato a Catania e provincia, con 53 decessi a fronte dei 58 registrati nel 2014.

Il calo percentuale più sensibile di incidenti si è verificato ad Agrigento, con un -17,8% (714 rispetto agli 896 del 2014), ma con il doppio dei decessi, 18 contro i 9 dell’anno precedente.

Tra i comportamenti errati più frequenti, l’Istat segnala la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto della distanza di sicurezza (nel complesso il 38,9% dei casi).

Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.

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