Crodo rischia di dire addio al Crodino: la protesta del paese

La cittadina si mobilita per evitare la chiusura dello stabilimento dell'aperitivo in Val d'Ossola

Crodino

Crodo rischia di dire addio al Crodino, lo storico analcolico che deve il nome proprio alla cittadina in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, dove viene prodotto a partire dal 1964.

Lo stabilimento dove lavorano 80 dipendenti sta per essere chiuso. La produzione del Crodino dovrebbe cessare entro la fine dell’anno, nel mese di dicembre, per essere trasferita altrove. Una decisione che lascerebbe tanti lavoratori senza un impiego. Per questo, gli abitanti della cittadina si sono mobilitati per evitare la sua chiusura.

Il sindaco di Crodo, Ermanno Savoia, ha deciso di chiamare a raccolta gli amministratori locali, i politici, i sindacalisti e tutti i lavoratori per un’assemblea che è in programma venerdì sera ed ha l’intento di scongiurare la fine della produzione della storica bevanda.

Il Crodino, “L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo” come recita una celebre pubblicità, è stato inventato nel 1964 e prodotto nello stabilimento di Crodo per 55 anni. Adesso la produzione verrà trasferita a Novi Ligure. Lo storico stabilimento Campari in Piemonte, nel 2017 era passato nelle mani dell’azienda danese Royal Unibrew.

Stando all’accordo stipulato tra i due marchi, Campari e Royal Unibrew, il Crodino doveva essere imbottigliato a Crodo fino al 2020: con la scadenza di questo vincolo, da dicembre la produzione si sposterà a Novi Ligure. Per tutti gli abitanti della cittadina, che per più di mezzo secolo hanno visto produrre il Crodino utilizzando l’acqua delle sorgenti Lisiel, l’addio alla bevanda rappresenta un grande problema.

Il Crodino è stato commercializzato nel dicembre del 1964 con il nome di Picador, poi modificato in Biondino prima del definitivo Crodino, appellativo ufficiale che prende il nome proprio dalla cittadina di Crodo a partire dal 14 luglio del 1965.

Il Crodino è tra i più apprezzati e venduti aperitivi analcolici nei bar di tutta Italia. La sua miscela di ingredienti è segreta per la maggior parte. Si sa che tra i suoi ingredienti ci sono i chiodi di garofano, il cardamomo, il coriandolo e la noce moscata: elementi che vengono lasciati riposare all’interno di botti di rovere per sei mesi, così da conferire alla bevanda il suo particolare sapore amaro. Nel 2014 è stata introdotta anche la variante denominata Crodino Twist, disponibile in due gusti: agrumi e frutti rossi.