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Savona, Anastasia e le notti in grotta per studiare i pipistrelli

Una studentessa ha deciso di trascorrere le sue notti estive in due grotte nel Savonese piene di pipistrelli, ai quali ha dedicato la sua tesi di laurea

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Savona, notti in grotta per studiare i pipistrelli: la storia

Anastasia Cella è una giovane studentessa genovese laureanda in Scienze Naturali presso l’Università di Genova, che ha deciso di dedicare la sua tesi di laurea alla vita di centinaia di pipistrelli presenti in due grotte situate nella provincia di Savona.

La studentessa ha scelto di trascorrere le sue notti estive recandosi nei suddetti siti per monitorare l’attività dei pipistrelli attraverso un registratore, posizionato dalla ragazza all’interno delle grotte.

I dati registrati vengono poi elaborati al computer, tramite un programma che permette di salvare le informazioni utili allo studio di questi esemplari ancora poco conosciuti.

La passione della giovane Anastasia Cella per i pipistrelli è nata proprio da un incontro diretto con uno di questi animali, un piccolo di Hypsugo savii, pervenuto al Centro Recupero Animali Selvatici di Genova, presso cui la studentessa è volontaria Enpa.

Osservando e studiando con attenzione il giovane esemplare appartenente alla famiglia dei Vespertilionidi, diffuso nell’Ecozona paleartica, Anastasia ha sentito la necessità di tutelare e salvaguardare queste creature, che lei definisce “eroi silenziosi”.

Attraverso il suo studio, la studentessa genovese desidera approfondire quelle che sono le abitudini dei pipistrelli, scoprire di cosa si nutrano o di quanto si spostino, ad esempio.

Uno degli obiettivi della sua tesi di laurea, dal titolo “La vita dei pipistrelli nelle grotte del Savonese”, è quello di riuscire a raccogliere una quantità sufficiente di dati per suggerire, così, delle azioni di tutela e protezione anche delle stesse grotte in cui dimorano attualmente questi esemplari.

I  chirotteri, più comunemente conosciuti come pipistrelli, sono molto importanti per l’ecosistema, in quanto ottimi bioindicatori, indicatori, cioè, di qualità ambientale.

Quelli italiani sono insettivori e sono in prima linea per la lotta biologica agli insetti che provocano ingenti danni all’agricoltura, basti pensare alla cimice asiatica contro cui è stata arruolata la vespa samurai nel Nord Italia.

È, inoltre, risaputo che queste affascinanti creature si nutrono di zanzare, che questa estate sono persino aumentate nelle nostre regioni: si stima che in una notte un pipistrello arrivi mangiare fino a 1500 insetti.

Tuttavia, non sono pochi i falsi miti che da sempre ruotano attorno a questi esemplari, e il Coronavirus ha, di fatto, alimentato la paura nei loro confronti.
Un esempio su tutti è l’allarme Lyssavirus scattato ad Arezzo.

L’auspicio di Anastasia Cella è che la sua tesi dedicata ai pipistrelli possa contribuire al superamento di tali pregiudizi, divulgando la conoscenza di questi curiosi ed importanti esemplari.