Pompei: aperte le Case di Sirico e dell'Orso ferito

Negli ultimi mesi molte domus sono state riaperte a testimonianza dell'impegno per far conoscere uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia al mondo.

L’apertura delle due eccezionali Domus rientra nel piano generale dei lavori previsti dal Grande Progetto Pompei per la salvaguardia del patrimonio archeologico, pensato sia per evitare l’ulteriore perdita di materia originale dei manufatti, sia per rendere nuovamente percorribile il sistema di viabilità antico, in gran parte chiuso per motivi di sicurezza, valorizzando il sito e migliorando la fruizione della città.

La Casa dell’Orso Ferito, scavata nel 1865, prende nome dal mosaico posto nel corridoio d’accesso, fu eretta intorno al 50 d.C. e spicca per la ricchezza delle decorazioni. Nel retro un piccolo giardino con fontana a edicola dove è ancora perfettamente visibile la raffigurazione di Nettuno che emerge da un fondale marino popolato da pesci.

Grazie al personale di supporto Ales, è stato possibile far funzionare nuovamente l’impluvio che, attraverso la canaletta originaria, permette di convogliare all’esterno della domus le acque, evitando così i ristagni d’acqua nella zona dell’atrio.

La Casa di Sirico dal nome del proprietario, noto grazie al ritrovamento di un anello sigillo, accoglieva gli ospiti con la beneaugurante iscrizione posta sulla soglia di uno degli ingressi: SALVE LUCRU(M), benvenuto guadagno!

Sono anche visibili i calchi delle impronte che le vittime lasciarono nella cenere, in particolare una famiglia composta da 4 persone, tra cui una ragazzina ma della quale, purtroppo, restano solo alcuni frammenti salvatisi dal bombardamento di Pompei del 24 agosto 1943.

 

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