Le periferie più a rischio criminalità a Milano e Roma

Tracciata la mappa delle periferie più pericolose. Ecco quali sono i quartieri ad alto tasso di criminalità a Milano e Roma

Preoccupano non poco i cittadini, le mappe delle periferie più a rischio criminalità tracciate a Milano e Roma dal prefetto e capo della Polizia, Franco Gabrielli, nel corso di un’audizione di fronte alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie.

E’ così emerso che le quattro aree di Milano individuate come le più problematiche e pericolose, sono i quartieri Lambrate, Mecenate, Quarto Oggiaro e Scalo Romana.
Nonostante il trend positivo sulla sicurezza, registrato nel capoluogo lombardo nel 2016, con una diminuzione dei delitti del 5%, si sono rilevati lo scorso anno 23mila denunce o arresti e beni sequestrati per 31 milioni di euro.
“Tra le criticità – spiega Gabrielli – ci sono le presenze di bande giovanili, principalmente sudamericane, protagoniste di reati predatori e risse”. Tra le aree critiche sul fronte dello spaccio di stupefacenti, emergono invece Lambrate, Quarto Oggiaro e Rogoredo, dove si trova il “boschetto della droga”, l’area verde di via Cassinis nota per lo spaccio di eroina.

A Roma, i quartieri più a rischio criminalità sono San Basilio, Tor Sapienza, Tor Bella Monaca e la zona del Collatino, tutti situati nella periferia est della capitale. E’ qui che, secondo il capo della polizia, si trovano le piazze dello spaccio e le centrali da cui viene smistata la droga. Il prefetto ha sottolineato come, in particolare a Tor Bella Monaca “risiedono 40 mila persone e c’è una forte presenza di extracomunitari indiani, marocchini, tunisini e nigeriani. Nella zona, il basso livello dei servizi – prosegue Gabrielli – si associa ad un’alta presenza di pregiudicati, circa 300 che appartengono anche a famiglie storiche della criminalità romana, in particolare nell’area delle Torri dove in passato ci sono stati episodi di occupazione abusiva” A questo si aggiunge anche il fenomeno della delinquenza minorile, con interventi mirati della polizia per disarticolare i gruppi dediti allo spaccio di stupefacenti e smantellare i sodalizi in lotta per controllare le piazze della droga.

Il prefetto ha ricordato come in questi anni si sia accentuato a Roma il fenomeno delle occupazioni abusive, non solo nelle quattro periferie menzionate, ma anche nel resto della città.
Le criticità sono state individuate anche nei campi abusivi, in particolare in quelli di via Salviati e di via Salone, dove spesso si dà origine ai roghi tossici ad alto rischio ambientale. Nella sua relazione, il capo della polizia Franco Gabrielli si è espresso anche sul caso giudiziario che ha sconvolto la politica capitolina, dichiarando: “Le vicende criminali che si sono verificate a Roma non voglio chiamarle Mafia Capitale, perché è un oltraggio alla città. Preferisco chiamarla ‘inchiesta sul Mondo di Mezzo’”.

Gabrielli ha evidenziato una regressione generale dei delitti in tutte le 14 aree metropolitane italiane. Tuttavia, è ancora forte la dicotomia tra i dati sulla sicurezza reale con la sicurezza percepita dai cittadini. Ecco perché, secondo il capo della polizia, bisogna passare dal “tradizionale modello di controllo del territorio a quello di un territorio sotto controllo”, attuando una serie di misure, tra cui il ricorso alle più moderne tecnologie di sorveglianza per tenere sotto controllo gli spazi urbani e un’azione più energica per contrastare lo spaccio e ridimensionare la prostituzione in strada.