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Il borgo Cavour rinasce grazie al nuovo "super bosco"

Leri Cavour, il borgo abitato da Camillo Benso che versa in uno stato di forte degrado, passerà attraverso un nuovo bosco istituito dalla regione Piemonte

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Bosco piemonte

L’antico borgo in cui il conte di Cavour ideava le sue strategie nazionali diventerà un’oasi protetta:  l’area farà infatti parte del «super bosco» appena creato dalla regione Piemonte.

Leri Cavour, possedimento di 900 ettari situato a Trino, nella provincia di Vercelli, è un luogo carico di memoria. Oltre a campi e distese verdi, si compone anche di una tenuta ed una piccola Chiesa. Proprio in questo borgo, Camillo Benso di Cavour soleva trascorrere le sue estati e sperimentare le nuove tecniche di coltivazione che intendeva applicare in Piemonte.

Leri è stata abitata sicuramente fino agli anni sessanta, ma proprio in quel periodo il degrado ha iniziato a prender piede. Il borgo si è quindi trasformato in un luogo abbandonato a se stesso e fatiscente, spesso teatro di atti vandalici e sconsiderati, che ne hanno danneggiato soprattutto gli interni degli edifici. Le autorità locali avevano lanciato diversi appelli per auspicarne il recupero, ipotizzando anche la creazione di un museo dedicato all’agricoltura, ma fino ad oggi non si era fatto nulla di concreto.

Grazie al nuovo progetto del “Parco naturale del Po piemontese”, Leri Cavour potrebbe tornare all’antico splendore. Il “super bosco” vedrà confluire sotto un’unica gestione gli attuali parchi esistenti nei tratti del Po Torinese, Alessandrino e Vercellese, creando una gestione unica lungo il tratto subalpino del fiume più importante d’Italia. Tra le aree che lo comporranno ci sarà anche il “Parco naturale del Bosco della Partecipanza e delle Grange vercellesi”, che interessa proprio la regione di Leri Cavour.

Con un’estensione di 1908 ettari, questo nuovo bosco nasce dall’accorpamento del “Parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino” con le Riserve naturali “Fontana gigante” e “San Genuario”, e della relativa area contigua, con un ampliamento di tali aree protette di 825 ettari. L’obiettivo della sua istituzione non è solo quello di preservare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche del Piemonte, ma anche quello di favorire il turismo sostenibile e recuperare aree lasciate a se stesse senza cura alcuna.

Partendo da un maggior controllo delle aree verdi, a cui potrebbe seguire un intervento mirato sulla tenuta e sulla Chiesa, il borgo potrebbe quindi finalmente tornare ai fasti di un tempo.