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La città di Torino è sempre più piccola: cosa sta succedendo

La città di Torino è sempre più piccola, e i suoi abitanti continuano a diminuire anno dopo anno: i dati ISTAT rivelano un calo demografico allarmante

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Un tempo popolosa città del nord, ormai Torino sta diventando sempre più piccola: dai più recenti dati ISTAT emerge chiara la tendenza, che si rinnova anno dopo anno, ad una decrescita demografica piuttosto allarmante. Si tratta in realtà di un problema di lunga data, causato dal crollo della natalità e dall’aumento dell’età media della popolazione. Quest’ultima, in rapido calo dai tempi del boom economico degli anni ’70, vede come segno positivo solamente i dati riguardanti la presenza sul territorio di cittadini stranieri.

Torino, il crollo demografico

Che l’Italia sia un Paese sempre più anziano è ormai un dato di fatto, e a questo si accompagna anche un calo demografico capillarmente diffuso da nord a sud. La città di Torino non fa eccezione a questo trend, ed è anzi allarmante la rapidità con cui sta affrontando il cambiamento. La popolazione continua a diminuire: se alla fine del 2021 il capoluogo piemontese aveva poco più di 861mila abitanti, un anno dopo (alle soglie del 2023) ne conta meno di 859mila. La città vede una lieve prevalenza di popolazione femminile (447mila donne, rispetto ai 412mila uomini).

Torino sta dunque diventando sempre più piccola e meno abitata, un fenomeno che ha alle sue radici diverse concause. Il boom economico che aveva dato un’enorme spinta alla natalità, avvenuto a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, è ormai solo un ricordo: nel 1971, la città aveva avuto il suo picco di popolazione, con ben 1 milione e quasi 168mila cittadini. Sono tempi lontani, e una crescita demografica del genere non si è più vista. Neppure quando, verso i primi anni 2000, il capoluogo ha vissuto un altro momento d’oro (grazie anche ai Giochi Olimpici invernali del 2006).

Oltre ad una natalità in netto calo, c’è da considerare l’aumento della mortalità degli ultimi tre anni, causato soprattutto dal Covid-19. Tutto questo non basta a giustificare ciò che sta succedendo. Bisogna tenere in considerazione anche lo spopolamento del centro cittadino: sono tanti i residenti che decidono di lasciare Torino, complici le spese per molti divenute insostenibili, e di andare a vivere in provincia. In effetti, nell’area metropolitana il calo demografico è nettamente inferiore.

I dati ISTAT sulla popolazione torinese

Cosa raccontano le ultime rilevazioni ISTAT sulla popolazione torinese? Abbiamo visto come questa sia in costante diminuzione ormai da anni, ma il 2022 ha avuto un segno positivo: si tratta del ritorno dell’immigrazione, con un nuovo aumento dei residenti di origine straniera (dopo il calo dovuto alla pandemia, i numeri sono in salita e oggi si toccano le 134mila persone provenienti dall’estero). Sono proprio le famiglie straniere a dare, inoltre, una spinta alla natalità: sebbene la città è scesa sotto quota 5.500 nati in un anno, in proporzione sono le coppie miste o quelle immigrate ad aver dato il contributo più importante.

Allarmante anche il modo in cui la popolazione stia diventando sempre più vecchia (e sempre più in fretta). L’indice di vecchiaia è arrivato a 222: questo significa che ci sono ben 222 persone over 65 per soli 100 ragazzi di età compresa tra gli 0 e i 14 anni. Un problema che pesa soprattutto economicamente, dal momento che ci sono 60 persone a carico per 100 che attualmente lavorano. Anche in questo caso, il contributo maggiore arriva dai cittadini di origine straniera. Tra gli under 30, ben il 40% appartiene alla popolazione immigrata. Mentre tra gli over 65, la percentuale di stranieri scende fino a toccare appena il 4%.

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