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Il Ministero della Cultura ha avviato l’esproprio di Villa Verdi

Il Ministero della Cultura ha avviato la procedura per l’esproprio di Villa Verdi, residenza in cui ha vissuto il compositore Giuseppe Verdi

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 L’esproprio di Villa Verdi  

Villa Verdi è stata la residenza in cui il compositore italiano Giuseppe Verde ha vissuto con la moglie dal 1851 alla sua morte avvenuta nel 1901. La villa era poi diventata una casa-museo con esposti gli oggetti appartenuti all’artista. Nell’ultimo, però, la residenza era al centro di forte polemiche e discussioni perché gli eredi non avevano la possibilità di mantenere la proprietà e, quindi, rischiava l’abbandono. 

Il Ministero della Cultura salva Villa Verdi dall’abbandono

Villa Verdi è una residenza che si trova a Sant’Agata di Villanova, comune della provincia di Piacenza, che è stata la casa di campagna di Giuseppe Verdi e della moglie Giuseppina Strepponi, nota cantante d’opera.

Dopo la morte del compositore la casa era stata trasformata dagli eredi in un museo con esposti molti oggetti e reperti legati al compositore.  Purtroppo, il 31 ottobre 2022 la casa-museo era stata definitivamente chiusa al pubblico  in seguito ad una lunga vicenda giudiziaria tra gli eredi. La chiusura del sito aveva portato con sé diverse manifestazioni di dissenso come quella di Morgan che si era apertamente schierato contro la sua chiusura. Il Teatro La Scala, invece, aveva deciso di devolvere il ricavato di alcune sue serate per la salvaguardia della casa-museo di Giuseppe Verdi.

Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, appena si era insediato nel suo dicastero, si era subito espresso per la tutela del sito. Più volte ha, infatti, riferito che gli uffici tecnici del ministero stavano lavorando per la tutela di Villa Verdi definita un “luogo fondamentale del nostro patrimonio culturale”.

Ora la cosa sembra certa: il Ministero della Cultura ha avviato la procedura per l’esproprio della villa, così il sito verrà presto recuperato e riaperto al pubblico. Non solo: la villa sarà posta all’interno di un percorso che includerà anche il Parco, il Teatro di Busseto e la casa natale di Verdi. A tale fine verrà creata una Fondazione mista tra Regione, ministero della Cultura, comune di Sant’Agata sull’Arda e comune di Busseto.

La storia di Villa Verdi

Villa Verdi, conosciuta anche con il nome di Villa Sant’Agata, è stata la residenza di campagna di Giuseppe Verdi (1813 – 1901) per oltre 50 anni. Verdi aveva acquistato questo terreno a metà Ottocento dove aveva costruito una residenza per i suoi genitori, Carlo Verdi e Luigia Uttini. All’epoca, infatti, il grande Maestro viveva a Palazzo Orlandi, situato nel Centro di Busseto in provincia di Parma. Alla morte di Luigia Uttini, però, il padre tornò a vivere a Busseto e Verdi decise di trasferirsi con la moglie, Giuseppina Strepponi, nella villa di Sant’Agata. Ad inizio Novecento, dopo la morte del compositore, gli eredi hanno deciso di trasformare la residenza in una casa-museo che poteva raccontare meglio la sua vita e le sue opere.

I visitatori potevano camminare tra le stanze, tra cui la camera da letto di Verdi e lo studio con il pianoforte, ammirare alcuni suoi oggetti e manoscritti. Tra le testimonianze presenti spiccano anche il suo cilindro e i guanti usati per dirigere la Messa di Requiem per Manzoni. All’esterno, invece, si poteva passeggiare nel parco che ospita delle grotte, un ponte rosso, le carrozze e le cantine. Gli eredi hanno per più di un secolo gestito la dimora fino a fine ottobre 2022 quando a causa di alcune dispute avevano deciso di chiudere la villa al pubblico e poi metterla all’asta. Ora, però, il Governo ha annunciato che entrerà in possesso del complesso di immobili e intende riaprire nuovamente la casa al pubblico.