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Arte & Cultura

L'IA rielabora la Sindone di Torino e svela il volto di Gesù

Grazie all'Intelligenza Artificiale è stata rianalizzata la Sacra Sindone di Torino e da questo è emersa una ricostruzione del volto di Gesù

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Grazie all’Intelligenza artificiale è stato analizzato il lenzuolo della Sacra Sindone che si trova custodito al Duomo di Torino. Da questo lavoro è emerso come potrebbe essere stato il volto di Gesù.

Rivelato il volto di Gesù grazie all’Intelligenze Artificiale

Negli ultimi anni si sta parlando molto di Intelligenza Artificiale (in inglese, Artificial Intelligence o AI) e di quale impatto questa sta avendo in diversi settori e contesti della nostra vita. Il lato positivo dell’Intelligenza Artificiale è che ci permette di fare grandi passi in avanti e rendere più facili e veloci numerosi processi e attività, dando vita ad un’automazione sempre più avanzata. Un lato per alcuni negativo è che qualche lavoro andrà scomparendo perché sarà sostituito proprio dall’AI. Guardando gli aspetti, positivi, però l’AI negli ultimi anni è stata usata in progetti come “Roma 2123” che ci rivela come sarà la capitale tra 100 anni e un recente studio della Sacra Sindone. Parlando di quest’ultimo caso è noto che l’intelligenza artificiale sia stata utilizzata dal giornale britannico Daily Star.

Il giornale si è avvalso di Midjourney per studiare la Sacra Sindone ed elaborare come potrebbe essere stato il volo di Gesù.  Midjourney è un laboratorio di ricerca che ha realizzato un programma di intelligenza artificiale molto sofisticato. Grazie agli algoritmi di questo software è emersa una ricostruzione del volto e del corpo di Cristo. Secondo quanto sviluppato dall’algoritmo il volto di Gesù era circondato da capelli molto lunghi ed è rappresentato con la barba e gli occhi aperti. Dalla ricostruzione si vede anche parte del busto. Ovviamente non è la prima volta che si tenta di ricostruire i lineamenti di Gesù Cristo partendo proprio dal lenzuolo della Sindone ma molti pensano che i tentativi avvenuti prima assecondassero troppo i gusti estetici.
Dal 1959, infatti, è attivo il Centro Internazionale di Sindonologia con l’obiettivo di promuovere ricerche e studi sulla Sindone di Torino. Dagli anni Settanta vengono realizzati i primi studi scientifici realizzati da studiosi e professionisti sia Italia sia americani.

La Sindone di Torino

La Sacra Sindone o Sindone di Torino è un lenzuolo di lino custodito nel Duomo di Torino che sarebbe stato utilizzato per avvolgere il corpo di Cristo dopo la sua morte. Sul lenzuolo si vedrebbe, infatti, l’immagine di un volto con segni che sembrano derivare da maltrattamenti e torture conciliabili con quelli raccontati nella Passione di Gesù e normalmente riservati alle crocifissioni. Secondo molti la vittima avvolta in questo lenzuolo era Gesù Cristo che poi con questo sarebbe stato messo nel sepolcro. Le prime notizie relative alla Sindone che oggi è custodita a Torino sembrano risalire attorno al 1353 presso la cittadina di Lirey. Si racconta, infatti, che il cavaliere Goffredo (Geoffroy) di Charny avesse fatto costruire una chiesa in questa città e avesse deciso di qui esporre un lenzuolo che lui sosteneva essere quello che aveva avvolto Cristo, senza però dare spiegazioni su come ne era venuto in possesso.

Il Ducato dei Savoia pare poi abbia acquistato la Santa Sindone dalla famiglia Charny e l’abbia così portato a Chambery all’epoca capitale dei loro territori. Attorno alla metà del XVI secolo la capitale del ducato viene trasferita da Chambéry a Torino e così il duca Emanuele Filiberto decide trasferire qui anche la Sindone. Questa verrà poi custodita presso la Cattedrale di Torino, nell’ultima cappella della navata sinistra. Il 24 settembre 1933 è stata organizzata la prima esposizione pubblica della Sindone che ha richiamato a Torino oltre 25.000 fedeli.

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