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Coronavirus, a Milano chiude il 95% degli alberghi

Si fermano la maggior parte delle strutture alberghiere nel capoluogo lombardo

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Alberghi chiusi a Milano: la maggior parte delle strutture ricettive del capoluogo lombardo hanno deciso di chiudere anche prima delle indicazioni del Governo.

L’effetto Coronavirus si ripercuote su tutte le attività, soprattutto su quelle ricettive. In giro per la città di turisti non ce ne sono e i professionisti in viaggio d’affari sono davvero pochi. Per questo, gli albergatori milanesi hanno iniziato a chiudere autonomamente.

In una situazione di emergenza, i numeri aiutano a capire come il quadro della situazione. A Milano stanno chiudendo circa il 95% degli alberghi: entro la fine della settimana, su 400 strutture alberghiere, ne resteranno aperte non più di 20. Questo significa che, di 35 mila camere disponibili in tutta la città, ne resteranno al massimo mille.

Il bilancio fotografa un settore praticamente in ginocchio a causa del Coronavirus. Le perdite, secondo quanto dichiarato da Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano Lodi Monza Brianza, all”Agi’, arrivano a superare i 5 milioni di euro al giorno. Una cifra che è il frutto di un conto stimato tenendo conto che l’occupazione media delle camere di Milano è del 70% ogni anno, ad un prezzo medio di 120-130 euro. Per ogni giorno di chiusura, si perdono circa 3 milioni di euro contando solo le camere, senza pensare agli altri servizi, ai ristoranti, ai bar e alle sale riunioni.

Gli hotel di Milano e della Lombardia sono destinati a restare in perdita per almeno due mesi. In questo arco di tempo, sono tantissime le fiere, le mostre e gli eventi saltati a causa del virus. Le strutture alberghiere di Milano, comunque, si rendono disponibili ad aiutare la Protezione civile qualora dovessero pervenire richieste per ospitare persone in quarantena. Ad annunciarlo è Bernabò Bocca, il presidente di Federalberghi sul sito ufficiale della Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo.

“Gli albergatori italiani sono sempre stati vicini alla popolazione e al fianco della protezione civile nelle situazioni di emergenza, ospitando decine di migliaia di persone in occasioni quali terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche e tante altre – ha spiegato Bocca – Se si renderà necessario ci metteremo al lavoro, insieme alle autorità, per individuare soluzioni che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie senza turbare il normale svolgimento dell’attività d’impresa”.

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