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Le regioni d’Italia dove si vive di più e di meno
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L'Istat ha pubblicato i dati degli indicatori demografici relativi al 2024: dal report è possibile conoscere quali sono le regioni italiane dove si vive di più e quelle con l'aspettativa di vita più bassa.
Trentino Alto Adige
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Il Trentino Alto Adige è la regione italiana con la più alta aspettativa di vita stando ai dati forniti dall'Istat: 82,1 anni per gli uomini e 86,7 anni per le donne.
Marche
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Nel Centro Italia, le Marche sono la regione più longeva: gli uomini vivono in media 82,2 anni, mentre le donne 86,2 anni.
Campania
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La Campania, invece, è la regione con la speranza di vita più bassa in Italia: in media le donne vivono 83,8 anni e gli uomini 79,7 anni.
La speranza di vita in Italia
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In base ai dati forniti dall'Istat, la speranza di vita alla nascita in Italia è stimata in 81,4 anni per gli uomini e in 85,5 anni per le donne: un guadagno di circa cinque mesi per uomini e donne rispetto al 2023. Nel Nord gli uomini vivono in media 82,1 anni e le donne 86, al Centro 81,8 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne e al Sud 80,3 anni per gli uomini e 84,6 anni per le donne.
Sicilia
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La Sicilia risulta la seconda regione italiana con la fecondità più alta: 1,27 figli per donna. Al primo posto troviamo il Trentino Alto Adige con 1,39 figli per donna, mentre al terzo la Campania con 1,26 figli per donna.
Sardegna
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La regione con la fecondità più bassa d'Italia è la Sardegna con 0,91 figli per donna; seguono il Molise (1,04), la Valle d'Aosta (1,05) e la Basilicata (1,09).
Fecondità al minimo storico
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Secondo i dati Istat relativi all'anno 2024, la fecondità è al minimo storico nel nostro Paese: la media di nascite è di 1,18 figli per donna. Al Centro media stabile (1,12 figli per donna), al Nord scende si passa da 1,21 del 2023 a 1,19 e nel Mezzogiorno da 1,24 a 1,20.
L’età media al parto in Italia
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Sale di pochissimo l'età media al parto nel nostro Paese: 32,6 anni, +0,1 rispetto al 2023.
Le acquisizioni della cittadinanza italiana
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Dai dati Istat è emerso un aumento delle acquisizioni della cittadinanza in Italia: nel 2024 hanno toccato quota 217.000, circa 3.000 in più rispetto al 2023. Le cittadinanze di origine con il peso maggiore sono la albanese, la marocchina, la rumena, l'argentina, l'indiana e la brasiliana. Alla data dell'1 gennaio 2025, nel nostro Paese risultavano 5.422.000 stranieri residenti, il 3,2% in più rispetto al 2024. In totale l'incidenza degli stranieri sulla popolazione è del 9,2%.
Il nuovo report Istat sugli indicatori demografici in Italia ha fotografato la situazione del nostro Paese, a partire dalle regioni con l’aspettativa di vita più alta e più bassa. Dai dati è emerso un calo della fecondità, una crescita della speranza di vita, un vero e proprio boom delle emigrazioni per l’estero e anche un aumento dei neo-cittadini italiani.
La dimensione media delle famiglie è scesa negli ultimi vent’anni, passando da 2,6 componenti agli attuali 2,2. Il calo demografico più sensibile si registra nei Comuni e nelle aree interne del Mezzogiorno; la popolazione residente straniera, inoltre, è aumentata di 166.000 unità dal 2023 al 2024.