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Sulle strade dei cantautori a Genova

Genova è splendida, ancora di più se la viviamo con gli occhi dei suoi grandi cantautori: ecco un magico tour per tuffarsi in quelle emozioni

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Fabrizio De André, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco: questi sono solo alcuni dei grandi artisti che Genova ha visto nascere e crescere e che hanno ricambiato il loro amore per la città ligure con bellissime strofe delle loro canzoni più fortunate. Dai loro primi passi nel mondo della musica al successo al Festival di Sanremo, tutti loro hanno conosciuto (e ci hanno rivelato) il lato più bello e quello più misero di una Genova fino a quel momento inedita.

Ed è sulle loro tracce, rivivendo le tappe più importanti della loro vita, che oggi vogliamo andare alla riscoperta di una città dai mille volti, dimenticando per una volta le sue tappe più famose (come l’acquario di Genova o i suoi palazzi storici) e addentrandoci tra caruggi e portici quasi dimenticati. Un bel weekend è più che sufficiente per esplorare questo lato più affascinante della città, sulle strade dei cantautori che le hanno reso omaggio.

Tappa 1 – Il centro storico di Genova

Perché non dare il via a questo tour partendo proprio da uno degli omaggi più celebri della canzone italiana? Stiamo parlando di “Via del Campo”, bellissima canzone di Fabrizio De André che rispecchia la realtà di una piccola stradina del centro storico di Genova. La lastricata via del Campo, che si snoda lungo il quartiere di Prè e che incrocia alcuni dei più suggestivi caruggi della città, è il nostro punto di partenza. Tra vetrine e palazzi antichi che vi si affacciano, la strada (dove è stata collocata una targa dedicata proprio a De André, nella foto di copertina) raccoglie alcune splendide testimonianze di un tempo che non c’è più.

Qui sorgeva uno storico negozio di dischi gestito da un grande amico di De André, dove lui era solito trascorrere i suoi pomeriggi. Quel locale oggi non esiste più, ma il Comune di Genova lo ha acquistato per celebrare la memoria di uno dei suoi più grandi artisti. Nel 2012 ha così aperto i battenti il museo multimediale Via del Campo 29 rosso (nella foto in basso), conosciuto anche come la “casa dei cantautori genovesi”. È una vera e propria full immersion tra le splendide opere di De André e dei suoi compagni della scuola genovese, una tappa che vi regalerà emozioni uniche.

Percorrendo i portici di via di Sottoripa, sarete travolti da un vortice di profumi che vi inebrierà. Sono quelli delle friggitorie e dei negozietti storici che Fabrizio De André ha a lungo cantato ed è questa l’occasione giusta per assaporare alcune specialità tipiche della città. Ne è un esempio la tradizionale cimma, cui il cantautore ha dedicato un brano in dialetto. Al termine della via, vi troverete a Piazza Cavour. Qui l’odore è quello del mare, vista la vicinanza con il porto. Fino a pochi anni fa, la piazza ospitava il principale mercato del pesce della città. Le voci che aprono “Crêuza de mä” arrivano proprio da questo luogo.

Prima di lasciare il centro storico, non resta che un’ultima tappa: passeggiando tra i vicoli del porto vecchio, arriverete sino al Belvedere dei Dogi. Da qui, lo sguardo si spinge sino alla celebre Lanterna, il simbolo più famoso di Genova. Lo stesso che ritroviamo sulla copertina di uno dei celebri album di Bruno Lauzi, che sulla sua città d’adozione ha cantato vere e proprie serenate.

Cosa non perdere:

  • via del Campo;
  • i portici di via di Sottoripa;
  • la tradizionale cimma;
  • il Belvedere dei Dogi.

Tappa 2 – I quartieri di Genova

Lasciandovi alle spalle il centro storico di Genova, vi immergerete tra le viuzze del quartiere residenziale di Foce, dove tutto ha avuto inizio. Qui ha vissuto Luigi Tenco, in uno dei suoi numerosi trasferimenti genovesi cui è stato coinvolto da bambino assieme a sua madre e ai suoi fratelli.

In via Rimassa, la sua famiglia aveva aperto la bottiglieria Enos, una rivendita di vini che purtroppo oggi non c’è più. Allo stesso modo è scomparso il Roby Bar, che sorgeva all’angolo tra via Cecchi e via Casaregis (e dove oggi troviamo un nuovo bar, decisamente più moderno). All’epoca, questo locale fungeva da punto di raccolta dei giovani del quartiere. Tra questi vi erano Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Luigi Tenco e Gino Paoli: quest’ultimo ne ha scritto persino in una canzone, la splendida “Quattro amici al bar”.

A poca distanza, arrivando nel quartiere Albaro, potrete vivere le strade che hanno accolto un giovanissimo De André. È in via Trieste 8 che è cresciuto (ma è nato in via De Nicolay 12, a Pegli), prima di trasferirsi nell’incantevole Villa Saluzzo Bombrini. La storica dimora sita in via Trento, che ha aperto i battenti al pubblico solo in alcune occasioni speciali, ha visto nascere le prime canzoni del grande cantautore.

Infine, non vi resta che dirigervi verso Boccadasse, uno degli scorci più suggestivi di Genova. Il piccolo rione dalle casette colorate si affaccia sul mare, su rocce lambite dall’acqua impetuosa. È in salita Santa Chiara che ha vissuto a lungo Gino Paoli. Affacciandosi sui tetti del quartiere, l’artista ha trovato l’ispirazione per scrivere la sua bellissima canzone “La gatta”.

In via Aurora è invece stata recentemente inaugurata una targa dedicata a Luigi Tenco, perché qui lui e gli altri cantautori genovesi erano soliti ritrovarsi. Presto, proprio in omaggio ai grandi nomi della musica italiana, verrà aperta la Casa dei Cantautori: l’inaugurazione dovrebbe avvenire nel 2023, nell’ex Abbazia di San Giuliano.

Se avete ancora un po’ di tempo e un mezzo di trasporto per spostarvi di qualche chilometro, l’ultima tappa di questo tour non può che essere il celebre quartiere di Sant’Ilario. Impossibile non averlo mai sentito nominare: è il luogo in cui si svolge la vicenda di “Bocca di Rosa” e e la sua celebre stazione è stata cantata da milioni di italiani. Oggi la fermata ferroviaria non è più in funzione, sostituita dalla vicina stazione di Nervi, ma è ancora possibile ammirare l’edificio che ospita attualmente una casa privata. Il cantante Max Manfredi vi ha deposto di fronte una sua splendida composizione, un acrostico che ricorda proprio “Bocca di Rosa”.

Cosa non perdere: 

  • il quartiere Foce;
  • l’ex Roby Bar;
  • Villa Saluzzo Bombrini;
  • il rione Boccadasse;
  • la stazione di Sant’Ilario.

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