Da Cagliari a Genova, la rivincita dei dialetti d'Italia tra corsi universitari e filastrocche per bambini
Lezioni universitarie, filastrocche all'asilo, database informatici: i dialetti della penisola italiana non sono mai stati così in forma
Radici, tradizione e salvaguardia del patrimonio culturale parlano dialetto. Lungo l’arco della Penisola numerose iniziative realizzate da linguisti, maestre, librai e cittadini si susseguono. Obiettivo: valorizzare l’inestimabile patrimonio linguistico conservato gelosamente dalle numerose realtà regionali che costellano il variegato e vivace mosaico di parlate diffuse in tutta Italia.
La voglia di preservare e salvaguardare le parlate tipiche è molto diffusa anche sulla terraferma. In Trentino e in Veneto il progetto “Vinko” cerca volontari che intendano prestare la propria cadenza alla realizzazione di una preziosa playlist che memorizzi toni e accenti della parlate del Nord-Est. Voci, parole e frasi da registrare e conservare per costruire un grande archivio che memorizzi sfumature e particolarità dei dialetti tirolesi, trentini e delle minoranze germaniche.
Il progetto, realizzato in azione sinergica tra le Università di Trento e Verona, intende realizzare un vasto database che funga da bacino di consultazione per centinaia di ricercatori in modo da conservare un patrimonio inestimabile che rischia di scomparire.
Volontà di conservare e preservare la memoria storica minacciata dalla globalizzazione che ha convinto le maestre della scuola per l’infanzia “Quaglia” di Genova a insegnare ai piccoli alunni le basi del proprio dialetto, attraverso filastrocche, canzoni e fiabe tipiche della tradizione genovese. A dare manforte alla manifestazione un’entusiasta squadra di nonni genovesi, baluardo di memoria, che ha contribuito a trasmettere alle nuove generazioni in erba alcuni capisaldi delle tradizioni linguistiche liguri.