Alla scoperta dei ponti misteriosi d'Italia
Il fascino sinistro, soprannaturale e magico dei miti popolari: ecco alcuni tra i ponti più misteriosi più conosciuti d'Italia
Scrivere di ponti misteriosi o stregati in Italia è piuttosto semplice dal momento che, sparsi per tutto il territorio nazionale, esistono un gran numero di siti a cui fare riferimento, caratterizzati da strutture architettoniche o da leggende popolari inquietanti. Ne abbiamo scelti alcuni…
Sorge a poca distanza dal Duomo ed è stato realizzato su precedenti strutture in legno; la decisione di costruire un ponte in muratura venne presa per assicurare collegamenti duraturi, che non risentissero delle piene rovinose del fiume. Iniziato nel 1442 secondo il progetto di Jacopo Daguro di Lissone, rimase a lungo incompiuto per l’improvvisa morte sia del mastro costruttore che del suo successore. Nel 1452 il cantiere fu affidato a Erardo da Villaco, ma i lavori andarono comunque a rilento, tanto che il ponte fu pavimentato solo nel Cinquecento.
Il nome Ponte del Diavolo è dovuto a varie ragioni, tra cui le difficoltà nella costruzione, la morte di due degli architetti che seguirono i lavori e i problemi nella realizzazione del pilastro centrale. Infatti, il ponte, alto 20,50 metri, è costituito da due archi diseguali, dal diametro di 24,50 e 18,40 metri rispettivamente, e da un pilastro mediano che poggia su un masso al centro del fiume.
Da qui è nata la leggenda popolare secondo cui l’architetto, non riuscendo a risolvere i problemi strutturali, abbia fatto un patto con il diavolo, promettendogli l’anima del primo essere vivente che avesse attraversato il ponte in cambio del suo aiuto soprannaturale.
Il Diavolo fece il ponte in un’unica notte ma rimase gabbato perché l’architetto inaugurò il ponte facendo transitare per primo un animale. I racconti parlano di un cane, di un gatto o di un maiale; quest’ultima versione spiega anche le voci secondo cui in alcune notti si sentirebbero le grida di un maiale provenire dal letto del fiume.
La fama di ponte maledetto fu alimentata anche per altre vicende: innanzitutto si fu costretti a ristrutturarlo più volte e nel 1917 fu distrutto dalle truppe italiane in ritirata a seguito della disfatta di Caporetto. Il ponte fu poi ricostruito in copia conforme all’originale già nel 1918 dall’esercito austriaco.
Chiamato anche Ponte del Roch, sorge in una gola profonda, nel punto in cui il fiume Stura sbocca nella pianura; è stato costruito nel 1378 per gestire i collegamenti tra Torino e la Val di Susa. Alto 15 e lungo 37 metri, il ponte ha una sottile arcata a schiena d’asino impressionante dal punto di vista architettonico: proprio per queste caratteristiche cominciò ben presto a diffondersi la voce che il costruttore avesse fatto un patto con il diavolo per costruirla. Infatti sembrava impossibile riuscire a realizzare un’opera simile senza un aiuto soprannaturale.
Questa struttura è stata realizzata nel 1300 su una precedente opera dell’XI secolo: proprio per le sue forme spettacolari a schiena d’asino con arcate asimmetriche nacque la leggenda che l’architetto avesse invocato l’aiuto del Diavolo per portare a termine il progetto.
Entrò nella leggenda per essere stato difeso da Orazio Coclite mentre i compagni alle sue spalle distruggevano la struttura, salvando in questo modo la città dagli Etruschi di Porsenna. Per questo motivo il Pons Sublicius era ritenuto sacro e vi si teneva il rito degli Argei, mentre per la sua cura fu creata la magistratura religiosa dei Pontifices. Del ponte antico oggi no resta più traccia; nel 1914 fu realizzato il ponte in muratura che porta lo stesso nome.