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Sigarette vietate anche a Milano: cosa cambia e da quando

Dopo Torino, anche Milano ha vietato il fumo di sigaretta negli spazi pubblici cittadini: cosa dice il nuovo regolamento e quando entra in vigore

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Stretta sul fumo negli spazi pubblici: dopo Torino anche Milano mette al bando le sigarette, puntando a diventare una città totalmente “smoke free” nel giro di un anno.

Come riferito dal ‘Corriere della Sera’, nel Regolamento per la qualità dell’aria del Comune di Milano, ci sono dei divieti che restringono il campo d’azione dei tabagisti sul territorio del Capoluogo della Lombardia, con norme attive già dal 2020 e dal 2021: dal 2025 verranno introdotte nuove restrizioni.

Milano, stop alle sigarette nei luoghi pubblici

A Milano le sigarette erano state bandite dai parchi giochi e dai campetti. L’articolo 9 del Regolamento sulla qualità dell’aria, datato 2021, vietava il fumo nelle aree destinate al verde pubblico, facendo eccezione per i luoghi isolati nei quali è possibile rispettare la distanza di almeno 10 metri da altre persone.

Il fumo di sigaretta è vietato anche alle fermate di tram, bus e taxi, nei centri sportivi (compresi gli spalti), nei cimiteri e nelle aree cani. Dal Primo gennaio del 2025 arriverà un’ulteriore stretta e il divieto di fumo sarà esteso a “tutte le aree pubbliche o a uso pubblico, ivi incluse le aree stradali, salvo in luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone”. In questa definizione rientrano anche vie, piazze e marciapiedi.

Per i trasgressori sono previste multe che vanno dai 40 ai 240 euro. In vista delle nuove norme che entreranno in vigore nel 2025, il Comune ha invitato a dissuadere i cittadini, soprattutto nei primi mesi. Discorso diverso per le sigarette elettroniche: al momento il loro utilizzo non è proibito e quindi è possibile accenderle anche negli spazi smoke-free.

Il fumo e l’inquinamento: il problema smog

La decisione presa da parte del Comune di Milano di vietare il fumo di sigaretta nei luoghi pubblici parte da un presupposto legato alla salute dei cittadini, ma affonda le proprie radici riguardo gli effetti negativi dello smog, problema di cui la città e tutta la Pianura Padana sono vittime.

La combustione del tabacco, infatti, contribuisce ad aumentare i livelli di sostanze inquinanti nell’aria. Uno studio condotto nel 2015 dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, eletto uno dei migliori ospedali dove curarsi in Italia, ha rivelato che durante le serate estive, a causa dei fumatori all’aperto, nelle vie pedonali di Brera c’era più inquinamento da Pm 2.5 che nelle vicine strade trafficate di auto.

Il responsabile della Pneumologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Roberto Boffi, in diverse occasioni ha spiegato che la sigaretta “emette polveri fini e ultrafini dannose per la salute in misura superiore anche ai più grossi motori” e che “una sigaretta inquina tre volte più di un tir e servono appena cinque sigarette per inquinare quanto una locomotiva”.

Nel frattempo anche Torino ha deciso mettere una stretta sul fumo all’aperto, vietando di accendere sigarette a meno di cinque metri da altre persone, a meno di un esplicito consenso. Il divieto vale sempre e comunque in presenza di bambini o di donne in gravidanza. Diverse città hanno abbracciato la lotta alle sigarette, basti pensare a Riccione dove nell’estate del 2023 è stata emanata un’ordinanza che vieta il fumo in spiaggia.

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