Miracoli ed eventi straordinari nelle città d'Italia
In Italia sono molte le città dei miracoli, alcuni molto conosciuti, altri meno. Scopriamone alcuni tra quelli meno noti e inspiegabili
Eventi straordinari e apparentemente inspiegabili, oppure veri e propri miracoli: le leggende delle nostre città tramandano spesso questi fatti insoliti e fantastici.
Eccone una carrellata di alcuni dei meno conosciuti ai più.
Portata a casa l’ostia, per portare avanti il suo obiettivo di derisione verso i cristiani, la mise sul fuoco, all’interno di una padella caldissima. L’ostia, a quel punto, si trasformò immediatamente in carne e iniziò a sanguinare in maniera molto abbondante. La donna si mise a gridare attirando l’attenzione di tutti.
Arrivò, poi, il vescovo che portò via con sé la reliquia del miracolo che oggi è conservata nella chiesa dedicata a Sant’Andrea. La celebrazione del miracolo di Trani avviene ancora oggi durante la Processione dei Misteri della Settimana Santa.
A Bolsena, in provincia di Viterbo, all’interno della chiesa di Santa Cristina si trovano quattro lastre marmoree insanguinate, appartenenti all’altare dove è avvenuto il miracolo. Il corporale, invece, si trova nel Duomo di Orvieto che venne costruito, a partire dal 1290, proprio per la conservazione di questa reliquia. La Chiesa ha riconosciuto e confermato questo miracolo ma non ha mai permesso che le reliquie venissero sottoposte a esami di tipo scientifico.
Il prete della cittadina, un certo padre Franco, pensò di organizzare una processione con la finalità di riparare il male. Nonostante il pericolo di essere contagiati fosse molto elevato, molti concittadini parteciparono a questo evento.
Durante la processione, don Franco procedette con la benedizione della città con il Santissimo Sacramento e il miracolo, a quel punto si compì: la peste si arrestò in maniera improvvisa e definitiva, allontanandosi per sempre e risparmiando la vita a migliaia di persone.
L’ostia veniva conservata tra le pagine del breviario del sacerdote che, si narra, doveva affrontare il viaggio da Cascia a Siena: per questo motivo sono in molti ad attribuire a questo miracolo anche il nome di miracolo di Siena.
Una volta giunto a Siena dal contadino infermo, il sacerdote aprì il proprio breviario e vi trovò l’ostia completamente insanguinata. Anche le pagine del breviario tra cui l’ostia stessa si trovava erano completamente intrise di sangue.
Pentito, il sacerdote portò l’ostia e il libro al vicino convento di Siena dove ricevette l’assoluzione da un altro parroco. Oggi, le due pagine macchiate si trovano una a Siena e l’altra a Cascia: questa è caratterizzata dalle sembianze di un volto umano sofferente e ha lo stesso profumo del corpo di Santa Rita, conservato nel medesimo santuario.
Il corpo e il sangue di Gesù si materializzarono divenendo, rispettivamente, carne e sangue. Oggi, ciascuna di queste reliquie si trova nella Basilica di San Francesco. Durante la seconda metà del secolo scorso sono state sottoposte a ben due indagini scientifiche. La prima nel 1971. La seconda dieci anni dopo (1981). In entrambi i casi si è stabilito che l’ostia è carne proveniente da cuore umano e anche il sangue è reale e appartiene al gruppo sanguigno AB.